EDITORIALE

 


 

IL NOSTRO SALUTO A GIORGIO ZANNIBONI

Quante parole si sono sentite dopo la scomparsa di Giorgio Zanniboni, alcune anche sincere, ma altrettante di circostanza.

Chi scrive ha un ricordo di Zanniboni passato e recente,. passato in quanto molti anni fa alcuni di noi lo hanno conosciuto in qualità di segretario della federazione del P.C.I. di Forlì come uomo autorevole e appassionato della politica.

Con gli anni le nostre strade si sono divise in quanto con la nascita della federazione di Cesena,gli incontri erano diventati molto meno frequenti, ma la sua autorevole statura politica non ha mai cessato di riempire le cronache quotidiane della stampa locale e non solo prima, come Sindaco di Forlì e contemporeanamente come uno degli artefici di quella grande opera, da lui fortemente e costantemente voluta, la “Diga di Ridracoli”, che come Romagna Acque,l'ha visto presidente fino al 2000.

Come Associazione Grifo di San Mauro Pascoli, avemmo l'occasione di reincontrarlo nell'autunno del 2006 il 24 novembre in occasione di una nostra iniziativa sul tema:

“AURA-UNICA-HERA QUALI I VANTAGGI PER I CITTADINI E IMPRESE?

In quella occasione toccammo purtroppo con mano, contemporaneamente,sia il disagio di alcuni politici, sia un chiaro ostruzionismo da parte di alcuni amministratori provinciali dell'epoca, ma anche del Presidente di Hera che non intesero partecipare all'iniziativa in quanto prevenuti verso il pensiero di Giorgio Zanniboni.

Ecco, a nostro parere Giorgio Zanniboni era questo : una persona disponibile all'ascolto ed al confronto ma fermo nelle sue convinzioni, le sue analisi e proposte potevano anche non trovarci d'accordo, talvolta, ma erano sempre supportate da razionalità e concretezza.

L'uscita da “Romagna acque” è stata da lui molto sofferta forse anche perchè avrebbe voluto attuare il progetto dell'invaso di Quarto come completamento delle fonti di approvvigionamento idrico della Romagna, progetto da molti osteggiato.

Ad ogni modo l'Associazione Culturale Grifo di San Mauro Pascoli, unendosi a tutti coloro che sinceramente hanno voluto portare il loro estremo saluto a Giorgio, porge le più sentite condoglianze alla sua famiglia.
Grazie Giorgio per quello che ci hai lasciato e che ci hai insegnato.

San Mauro Pascoli Associazione Culturale
li 29-12-2011 Grifo

 

 

 

UN GIOCO BOCCE IMPROPRIO


Sfogliando la stampa locale di qualche settimana addietro siamo venuti a sapere che alcuni cittadini si sono lamentati di quella specie di gioco bocce, tra l'altro mai utilizzato e fatiscente sorto già da alcuni anni all'interno del parco “cento comuni”, addirittura con il tetto crollato poco dopo la sua costruzione.

 

Tale manufatto è il seguito di un vecchio campo da bocce, sorto anni prima, sul lato opposto del parco.

Ci piacerebbe sapere, da chi e per quale motivo è stato finanziato, ma sopratutto se con tale cifra si poteva realizzare qualcosa di diverso e più utile per la cittadinanza tutta, in quanto noi crediamo che il parco “cento comuni” meritasse qualcosa di meglio, se gli amministratori avessero conosciuto o si fossero preoccupati di conoscere le ragioni per cui gli fu data tale intitolazione, forse non avrebbero autorizzato uno scempio del genere.

E' pur vero che San Mauro, in special modo negli ultimi due decenni dal punto di vista del paesaggio non è certamente migliorata, di conseguenza, tutti i parametri di valutazione sono cambiati, facendo diventare apprezzabile ciò che prima era fatiscente o quasi.
Passi pure l'andazzo per racimolare voti, ma c'è un limite a tutto.

 

In conclusione, verrebbe da chiedere al Sindaco, come mai, non di rado qua e là nel paese sono presenti queste costruzioni che contribuiscono, pur nel suo piccolo al degrado, lento, ma inesorabile, torneremo ancora su questo argomento.


Ma immaginiamo che anche stavolta, come del resto, per tutte le altre, non voglia rispondere, forse che il Pascoli era anche un appassionato del gioco delle bocce.............?

 

San Mauro Pascoli 25 Novembre 2011

 

 

 

 

 

AISEM E DINTORNI
lettera aperta al Sindaco


Caro sindaco,
navigando nel sito del comune siamo venuti a conoscenza del regolamento per la gestione della “Casa dei Sammauresi” e siamo rimasti perplessi per i contenuti di una parte del documento.
(Vedi Art. 1-2-3-4- del regolamento)

 

Ti chiediamo, senza dimenticare che si tratta di locali pubblici, quale motivo ha indotto
l'Amministrazione comunale a concedere in comodato d'uso gratuito e, per quel che si sa senza tante formalità, la gestione di tutto il piano terra dell'edificio in questione alle persone associate sotto il nome di “AISEM” che affermano di essersi costituite in “pro loco”, cioè la seconda associazione in ordine di tempo che è sorta sul nostro territorio con le stesse finalità.

 

A chi scrive, ma pensiamo anche ad altri, interesserebbe conoscere il criterio seguito, se un criterio c'è stato, per arrivare ad assegnare una parte della “Casa” di tutti ad un'associazione di privati che può decidere persino gli eventuali spazi da concedere a coloro che ne fanno richiesta
(vedi modulo domanda allegato)

 

Sicuramente solo il caso poi ha voluto che tale struttura voluta dall'allora sindaco concedendo, pare, come contropartita, due palazzine in più rispetto a quanto previsto dalle norme, poi modificate, elevando non di poco il tasso di cementificazione, sia gestita dalla stessa persona in qualità di presidente di “AISEM”

 


A proposito di cementificazione, alcuni mesi or sono, una nostra nuova concittadina ci ha scritto dicendo che “si è lasciata convincere a venire a vivere in Piazza Risorgimento, (zona “casa dei Sammauresi vedi foto), il posto più cementificato, arido ed illuminato di tutta San Mauro Pascoli” in quanto “avendo visitato la zona solo di giorno” non si era accorta “dei 10 FARI DA CANTIERE posizionati agli angoli di ognuna delle 4 palazzine che si affacciano sulla piazza e che dalle 21,30 alle 1,30 ogni giorno illuminano con una potentissima quanto INUTILE luce bianca tutta la piazza”.

 

La signora probabilmente non ha ancora percorso via della Poesia e pertanto può considerarsi tutto sommato fortunata.

Auspicando di poter ricevere quanto prima una risposta esaustiva in merito, inviamo i più cordiali saluti.

San Mauro Pascoli Associazione culturale
li..27-10-2011.................. GRIFO


Li 27-10-11 San Mauro Pascoli, Associazione Culturale Grifo

 

 

 

 

 

 

IL PARADISO VERDE

San Mauro Pascoli è nota a tutti per la sua campagna rigogliosa, i suoi giardini
curati e, in particolar modo, per il verde che è stato creato negli ultimi anni.

 

Dopo decenni di cementificazione selvaggia e di caccia spietata anche al
più sperduto filo d'erba è arrivata finalmente una genuina ventata
ecologista che ha cambiato il volto del nostro paese.

 

Partita in sordina alla fine del secolo scorso, questa invidiabile
scelta ha raggiunto oggi il suo culmine e sta turbando parecchio tutti
coloro che, per mestiere, costruiscono.

 

Uscendo dal centro storico, infatti, basta prendere una direzione
qualsiasi per rendersi conto di quanto il verde ci stia invadendo e se
per caso andassimo verso via Rimini vedremmo alberi a non finire tanto
che c'è già chi vorrebbe fare domanda per l'Oscar all'ecologia qualora
venisse assegnato.

 

Le poche case sparse nella campagna stentano a vedersi ed i loro
abitanti si incontrano raramente tutti presi, come sono, a disboscare il
giardino per poter entrare nell'appartamento.

 

E per nostra fortuna pare che ancora, non sia finita, perché presto
un'altra foresta sorgerà nei paraggi, con grande gioia dei bambini che
potranno finalmente perdersi nel bosco e, forse, incontrare Biancaneve.

 

Anche Bambi tornerà in circolazione e nella frazione al mare, dove i
turisti non vorrebbero mai riprendere la strada del ritorno, sarà
possibile salutare la sirenetta tra le fresche frasche delle aree
recentemente convertite al verde.

 

Ma la maga Ma-grù è sempre in agguato e pertanto esortiamo i nostri
compaesani a tenere gli occhi bene aperti ed a segnalare alle autorità
tutte le ruspe e le betoniere che dovessero passare da queste parti.

 

Così facendo terremo il dio cemento lontano da noi e le future
generazioni potranno cantare inni a coloro che sono stati capaci di
progettare un futuro così radioso.

 

E dopo avere percorso i sentieri dei nostri boschi beandoci di quanto
vediamo potremo pensare che persino “naufragar m'è dolce in questo mare"di .... verde.


Li 04-06-11 San Mauro Pascoli, Associazione Culturale Grifo

 

 

 

 

LA CITTA' FANTASMA?

 

L'ennesimo incontro sulla “Città del Rubicone” promosso dalla Confartigianato, presenti i sindaci di San Mauro, Savignano e Gatteo, il presidente della provincia di Forlì-Cesena, il prefetto ed altri rappresentanti delle associazioni politiche, sindacali ed istituzionali, al di là della buona partecipazione all'iniziativa, ha rappresentato ancora una volta un dejà-vu.

Ci è sembrato di essere tornati agli albori del dibattito sull'argomento, ad almeno 20 anni fa, con la sola differenza che i convegni sono più frequenti e che inducono il sindaco di Savignano a ripetere stancamente gli stessi concetti e lo stesso slogan:un unico comune, il sindaco di Gatteo che continua a credere, con qualche distinguo di maniera, nella bontà del processo di unificazione, ed il sindaco di San Mauro che perentoriamente afferma:“L'unione ha esaurito il suo compito e pertanto va superata per cui, o si va verso il comune unico oppure tutti a casa”.

Tutte le voci che si sono espresse ed i rapporti che sono stati presentati portano ad una sola conclusione: il comune unico “come scelta ovvia e pertanto ineluttabile,” con la sola eccezione data da quel dubbio insinuato da Miro Gori, in quanto i vantaggi sarebbero tanti: dalla semplificazione burocratica e tariffaria ai trasporti, dalle politiche sociali a quelle urbanistiche, ecc. ecc.

Premesso che la ricerca presentata al convegno sul “capitale territoriale” da conferirsi nella costituenda “Città del Rubicone” che si fonda su 7 “capitali”: produttivo, cognitivo, sociale, relazionale, ambientale, insediativo ed infrastrutturale, costituisce un'analisi di qualche interesse sullo stato attuale e sulle prospettive del territorio, a nostro parere gli stessi rappresentano altrettanti “vizi” che non favoriscono l'avvio del processo politico che dovrebbe portare al comune unico.

Ciascuno di essi nasconde, infatti, una serie di problemi legati alle specificità di ciascun comune assai difficili da superare.

Intanto vorremmo porre una semplice domanda ai sindaci: Miro Gori ha affermato che l'unione va superata e allora vorremmo sapere se i servizi che sono stati “unificati” hanno prodotto una maggiore efficienza ed efficacia oppure no.
Con questo intendiamo minori costi e migliori servizi perchè le chiacchiere non contano nulla ma sono, per dirla con le parole dello stesso Miro Gori, solo ideologismi, mentre l'unico parametro di riferimento per valutare i vantaggi della spesa pubblica è
l'analisi costi-benefici.

Ma, ancora, prendiamo a titolo di esempio il “capitale ambientale”.
La relazione esposta afferma che vi è mediamente un ritardo che può essere recuperato.
Ma per colpa di chi? E come? Quando?

Andiamo ad analizzare fino in fondo e con criteri oggettivi le diverse situazioni di partenza, il “capitale” che ciascun comune conferirà, e ci si renderà conto che qualcuno dovrà rinunciare a qualcosa non solo nell'immediato ma anche nel medio-lungo termine. I sindaci interessati sono disponibili a questo?

L'unione dovrebbe destinare per intero e per anni le già scarsissime risorse per colmare le lacune.
Tale problema potrebbe riguardare anche altri “capitali” e allora sarebbe molto opportuno, per uscire dalle secche di un dibattito sterile e stantio, iniziare ad analizzare in modo serio e meticoloso i diversi scenari che si avrebbero unificando i comuni, in materia di risorse data la pochezza di cui dispongono singolarmente e che, alla luce delle molto discutibili scelte governative per fronteggiare la crisi, diminuiranno ancora e non di poco; la capacità di spesa corrente, di qualità dei servizi, di
capacità di investimento in tutti i settori e per ogni realtà comunale.

Un lavoro molto gravoso ma assolutamente indispensabile per poter assumere decisioni politiche che siano ampiamente condivise e che possano dare risposte positive ai cittadini.

Se non si procederà in questo modo sarebbe assai discutibile indire un referendum basato su posizioni pregiudiziali anziché su una piattaforma che in modo chiaro ed inoppugnabile documenti le conseguenze derivanti dall'una o dall'altra scelta.

Non basta affermare che l'unione fa la forza e che, pertanto, quello che sarà il terzo comune in ordine di grandezza nella provincia potrà disporre di un maggiore peso politico e quindi di una forza contrattuale superiore in regione, come afferma il sindaco di Gatteo.

Non ci risulta che i comuni di Forlì e Cesena in termini di risorse navighino nell'oro, tutt'altro.

Se non si è in grado di fare questa analisi fondata sulla disponibilità di risorse proprie sia nel breve che nel medio e lungo termine tracciando scenari, alla luce delle tendenze in atto, che presentino un grado di approssimazione molto vicino al vero (il capitale finanziario di cui nella relazione non vi è traccia, forse volutamente) allora, per dirla con il sindaco di San Mauro, tutti a casa.

Li 05-06-2010 San Mauro Pascoli, Associazione Grifo

 

 


PIU' SCARPE MENO APPARTAMENTI

 

Non contenti delle mega colate di cemento che in questi anni hanno cambiato il volto del nostro paese, in particolare di via Rimini e di via Tosi , si prospetta imminente un altro scempio del nostro territorio: la lottizzazione POLLINI.
Il noto imprenditore, dopo aver abdicato alla attività principale nel ramo della calzature, oggi poco vantaggiosa, ha scoperto una vena immobiliare sicuramente più PROFICUA, decidendo di investire nel mattone. Nulla da eccepire sullo spirito imprenditoriale ed il fiuto per gli affari del nostro imprenditore salvo che, ancora una volta per soddisfare le bramosie immobiliari del privato di turno e quelle “culturali” del sindaco, si sta perpetrando l'ennesimo scempio ai danni dell'ambiente e della comunità sammaurese. Stiamo parlando della mega lottizzazione (si parla di oltre 300 appartamenti) targata POLLINI, che verrà realizzata nella oramai ex area agricola dietro il centro giovani attraverso il solito consueto “Accordo di Programma”, in cambio di un teatro.
Sulla necessità di un teatro sammaurese, pallino del nostro sindaco sin dalla sua prima elezione, nutriamo seri dubbi, considerata la attuale situazione economica che meriterebbe ben altra attenzione da parte delle Autorità Pubbliche, ma sulla necessità di predisporre il terreno per un altra espansione simile per dimensione a quella di via Rimini o via Tosi, tenuto conto del gran numero di appartamenti invenduti e dei lotti ancora inedificati nelle suddette lottizzazioni, a S. Mauro non nutriamo alcun dubbio: non ce n'é bisogno.
Noi crediamo che in questo momento i sammauresi avrebbero sicuramente più bisogno di un imprenditore che ritorni a fare scarpe e dia lavoro piuttosto che di un imprenditore speculatore immobiliare ma anche di un sindaco più vicino alle reali necessità dei suoi concittadini che di un sindaco che insegue il suo sogno a spese di noi tutti.
Siamo sicuri di interpretare il sentimento di molti sammauresi se diciamo no a questo ennesimo scempio del territorio a beneficio della rendita speculativa.
Vediamo perche'.
Le statistiche ci dicono che dal 1990 al 2005 il consumo annuo di territorio in Italia è stato di 669 ettari al giorno contro i 30 della Germania mentre il numero dei senza casa è in aumento.
Se ci guardiamo attorno è evidente che anche a San Mauro stiamo aiutando a calcare la mano. Nella nostra frazione al mare in questi anni abbiamo trasformato pensioni in appartamenti, realizzato residence al posto di scuole e non c'è più terreno disponibile per l'edificazione se non a discapito del verde.
Nonostante che da oltre 15 anni l'edilizia sia stato il chiodo fisso di ogni amministrazione, stranamente le scelte urbanistiche non sono mai state condivise, se non dagli addetti ai lavori.
Ci servono quindi altri condomini, appartamenti e villette a schiera? Facciamoli pure, ma per chi?
Se le fabbriche delocalizzano ci sarà meno lavoro, se le banche non allargano i cordoni della borsa ci saranno meno mutui, se l'economia non si riprende ci saranno meno possibilità per tutti e allora, in queste condizioni chi potrà comprare tutti questi appartamenti? Coloro che vengono da realtà ove il costo della casa è più alto ma non lavorano sul posto, quindi si prospettano futuri quartieri dormitorio.
Non ci spiacerebbe che a risponderci fosse il sindaco che, siamo sicuri ha molto da dire sull'argomento, semprechè gli argomenti sollevati siano degni di una sua riflessione!

Li 13-05-2010 San Mauro Pascoli, Associazione Grifo

 

 

 

IL TRAMONTO DELL'ETICA

Questo Paese non solo è travolto dalla frane particolarmente nel sud ma stà letteralmemte franando da qualsiasi punto lo si esamini: la sanità, la scuola, la giustizia, l'evasione fiscale, l'occupazione, la legalità. In sostanza ci sembra che siano caduti in un fondale melmoso da cui non si sa come uscirne.
Noi crediamo che il comune denominatore di tutti i problemi sia uno solo:la mancanza di etica
La pubblicazione delle intercettazioni di colloqui fra alcuni personaggi di alto livello e con ruoli istituzionali di rilievo ha portato alla luce un quadro davvero desolante della gestione della cosa pubblica.. Come dire, se del potere non se ne abusa, a che cosa serve? Appare ormai inestirpabile dalla nostra realtà una politica basata su favori, arricchimenti personali e nefandezze di ogni tipo. La classe politica che governa non sembra rendersene conto ma ciò finisce per alimentare la rassegnazione e forse anche l'assuefazione dei cittadini ad un metodo che sembra divenuto prassi. Vorremmo citare solo due semplici esempi che ci sembrano significativi anche se molto diversi fra loro
1)la vicenda del Sindaco di Bologna che senza entrare nei particolari, lascia intravedere una scarsa trasparenza nella gestione dei rapporti privatistici in rapporto al ruolo istituzionale ricoperto quando ere vice-presidente della Regione Emilia Romagna.
2)La vicenda giudiziaria del Capo del Governo che vede costantemente il suo avvocato di fiducia,oltre che parlamentare , primo consigliere del ministro della giustizia nello scrivere i testi di legge che possano permettere al suo “assistito” di sottrarsi al giudizio del tribunale
Sono piccoli particolari che comunque permettono di capire quanto sia sottile il diaframma che separa la opportunità dalla inopportunita e che evidenzia uno scarsissimo senso dell'etica..
.Naturalmente lo speculare sulle tragedie o sulla salute delle persone è molto più grave e ripugnante. Ma perchè siamo caduti tanto in basso?
Qualcuno afferma che la nostra legislazione è talmente complessa per poter intervenire in casi di emegenza che la corruzione è ad essa connaturata. E' forse impossibile andare alla semplificazione legislativa? Non è stato creato un ministero per la semplificazione?. E comunque il rispetto della legalità prescinde da qualsiasi emergenza perchè, se così non fosse, davvero metteremmo a rischio la nostra democrazia già fortemente indebolita.Vorremmo ricordare che in una democrazia uno dei pilastri fondamentali è la separazione dei poteri che sono soggetti attraverso pesi e contrappesi a ineludibili e palesi forme di controllo.
L'etica non è una categoria della metafisica, ma una imperativo categorico cui tutti sono chiamati ed in particolare coloro che sono preposti alla gestione della cosa pubblica; l'affermazione di una morale disinteressata da cui ,chi agisce, non deve trarre alcun beneficio ne diretto, né indiretto (per i propri parenti e amici)vuole significare che l'esercizio del potere deve guardare e mirare esclusivamente all'interesse della comunità. Per contro, sembra ormai che tale affermazione appartenga ai paralogismi. Infatti l'attuale classe politica appare più propensa ad introdurre nuove forme di immunità (leggi impunità) oltre ai tanti privilegi di cui già beneficia. E non basta aver depenalizzato alcuni reati gravi(altri comportamenti molto meno gravi sono ancora da codice penale) ma da una parte si vuole aumentare le pene in caso di corruzione(?), dall'altra si vuole limitare il ricorso alle intercettazioni telefoniche in quanto ne andrebbe della libertà personale e della privacy.Come dire vogliamo dimostrare che non ci sarà tregua verso i “birbantelli” ma solo se colti con le mani nel sacco. Diversamente, se si è un po' furbi, il gioco può continuare.
Peccato che molto spesso la furbizia finisce per opprimere l'intelligenza.

San Mauro Pascoli 26-02-2010 Associazione Grifo

 

 

NATALE IN CHIARO-SCURO

Pur con la dovuta premessa che non siamo mai stati attirati da coloro che misurano il benessere della società dall'indice medio al consumo delle famiglie, ci sorprende alquanto la scelta di austerity in materia di luminarie natalizie che ha fatto quest'anno l'Amministrazione Comunale di San Mauro Pascoli.
Si dirà che non c'erano i soldi, si dirà che occorre risparmiare, si dirà che le poche risorse che il governo nazionale, indifferente alle proteste degli enti locali, ha lasciato nelle loro casse, vanno destinate prioritariamente ai più bisognosi. Tutte cose su cui concordiamo ampiamente.
Ma facendo un paragone un po' banale è come se per risparmiare, una famiglia non addobba l'albero di natale, oppure non compra il panettone o i regali per i più piccoli.
Purtroppo o per fortuna, il natale ha i suoi riti, quelli religiosi ma anche quelli decisamente laici.
Se così non fosse non si comprenderebbe come mai i centri commerciali spendano cifre ingenti in addobbi natalizi, scaffali pieni di ogni ben di dio, luminarie in ogni dove, anche sugli alberi.
Ci si dice che il centro storico deve avere la valenza di un centro commerciale naturale, in alternativa a quello artificiale degli iper ed i commercianti, pur sapendo della impari lotta con quest'ultimi, addobbano vetrine, appendono festoni, con la speranza che qualche cliente in cerca di regali, attratto dalla atmosfera natalizia, prima o poi entri nel negozio.
Ma queste considerazioni da marketing spicciolo, che fa parte dell'abc di qualsiasi negoziante, non trovano ascolto nei nostri amministratori.
Altri amministratori a noi vicini e probabilmente con le medesime difficoltà finanziarie, sono stati almeno più fantasiosi. C'è quello che si è inventato "l'econatale", con luminarie derivanti da prodotti di riciclo, non si sa fino a che punto più economiche ma sicuramente più ecochic, come va di moda adesso.
Qualcun altro più osservante della tradizione ha rispolverato le vecchie candele, facendo di risparmio virtù.
Noi non vogliamo che i nostri amministratori, sicuramente bravi quando si tratta di reperire risorse per progetti ben più ambiziosi come il futuro teatro della città, si inventino improbabili ruoli ecologici o romantici per giustificare le non luminarie, ma su una cosa siamo sicuri, che il natale non è un evento inatteso e cade sempre il 25 dicembre di ogni anno.
In fondo per giustificare la dimenticanza dell'albero di natale nella piazza del paese una volta un sindaco disse che non si trovarono le palle. Almeno quelle per adesso ..... in piazza ci sono!

San Mauro Pascoli 21-12-2009 Ass. Grifo

 

 

Comunicato stampa del 20.11.09


SUL TEMA UNIONE: QUALE FUTURO? DEL 13-11-2009


Grifo ringrazia quanti hanno partecipato e portato il loro contributo all'iniziativa in particolare i Sindaci che hanno colto l'occasione per ribadire il loro impegno a portare sino in fondo un percorso iniziato con l'unione dei comuni e che giungerà alla costituzione del comune unico.
Non si puo' non evidenziare comunque la scarsa partecipazione della cittadinanza alla serata, cosa che denota una certa indifferenza della popolazione verso questi temi.
Dal dibattito che ne è scaturito fra i presenti in sala, in maggioranza amministratori e forze politiche di minoranza, è emersa in modo altrettanto evidente l'assenza delle forze politiche di maggioranza che, pur invitate, non hanno ritenuto di portare il proprio sostegno politico ai loro sindaci impegnati in questo difficile percorso.
Considerato che l'iniziativa non aveva fini polemici o di parte ma è stata organizzata al solo scopo di portare in mezzo alla gente, un dibattito che non può certamente essere appannaggio solo degli addetti ai lavori e tenuto conto che il processo di fusione dovrà necessariamente prevedere un referendum dal risultato per nulla scontato, l'assenza anche di una minima rappresentanza delle forze politiche di maggioranza ci lascia perplessi.
Che dire?
O le maggioranze consiliari che sostengono i sindaci hanno delegato pienamente la loro fiducia agli stessi non avendo null'altro da aggiungere oppure sono attraversate da molti piu' dubbi di quanti ne abbiano espressi i primi cittadini e pertanto non hanno ritenuto opportuno manifestarli per non creare qualche imbarazzo.
Comunque la si motivi, l'assenza non ci e' sembrata una manifestazione di grande sensibilita'

Associazione Culturale Grifo

 

> >> SCARICA L'INTRODUZIONE AL COMUNE UNICO

 

 

 

 

ECONOMIA E POLITICA: UNA STAGIONE MOLTO TRISTE...

 

Nel nostro ultimo editoriale avevamo messo in evidenza con documenti e dati inoppugnabili che l'economia mondiale stà attraversando una congiuntura molto grave ma, nonostante le previsioni cautamente ottimiste di illustri economisti, ancora non se ne vede la via d'uscita.

La situazione in Italia non è certamente migliore con l'aggravante che ad essa si accompagna una stagione politica davvero squallida.
Non ci interessano più di tanto le “escort” del Presidente del Consiglio anche se rappresentano assai bene il livello morale cui è arrivato “il potere”, quel che vogliamo sottolineare, semmai, è il fatto che non riusciamo onestamente a percepire cosa realmente il Governo stia facendo per ridurre l'impatto che questa grave crisi economica ha sulla vita della gente al di là dei messaggi mediatici improntati all'ottimismo.

E l'opposizione? Il maggior partito è tutto preso dal prossimo congresso e dalle candidature a segretario ove brilla un comune denominatore: tutti rappresentano il nuovo, Franceschini, Bersani Chiamparino e ovviamente tal Debora Serracchiani dalle 130.000 preferenze sotto vuoto spinto.
Ma di contenuti neanche l'ombra ( vedi anche intervista ad Enzo Carra pubblicata su “la Repubblica del 10 luglio u.s.) tant'è che le truppe si stanno schierando con l'uno o con l'altro per amicizia, per simpatia o per sparigliare?(Fassino)

Sappiamo che tutti i protagonisti hanno individuato spazi-laboratorio (loft) in cui si lavora alacremente.
Restiamo in spasmodica attesa delle grandi novita' in termini di proposta sia sul versante economico che su quello politico.

Su quest'ultimo aspetto ci sentiamo di suggerire umilmente due semplici proposte visto che riguardano anche la nostra realtà locale.

 

1)Che quando un candidato alle elezioni non viene eletto non può essere ripescato a dispetto del voto popolare (vedi i casi di un paio di collegi Provinciali, dei quali uno è proprio quello di S. Mauro e Gatteo)


2)Apprendiamo dalla “Voce” del 7 Luglio che il (nuovo) segretario del PD nonché Capogruppo in Consiglio Comunale propone, per quanto riguarda l'Assessorato al Turismo , una sorta di ballottaggio tra due delle cinque donne presenti in Consiglio.
Vorremmo ricordare che fra le tre non menzionate, una è originaria di S. Mauro Mare e , tra l'altro, al secondo mandato, ora , a meno che non vi siano figure esterne di chiara e comprovata competenza in materia, non si comprende per quale motivo non debba essere presa in considerazione, ( forse non la si ritiene all'altezza, rispetto alle altre?)
Diversamente, come spesso accade in questi casi, a prevalere è la solita logica di spartizione promessa in precedenza, a discapito della collettività.

Ecco qualcosa di veramente nuovo: piccoli tasselli per una nuova etica nella politica oggi pari o vicina allo zero.
Infine un suggerimento al Sindaco rieletto Miro Gori. Egli alle recenti elezioni ha ottenuto il 54,50 dei voti.

Nel nostro Comune ha votato il 76,94 % degli aventi diritto, pertanto la sua è una maggioranza relativa pari al 40,17% e quindi, come ha affermato il suo segretario nazionale pro-tempore riferendosi al governo centrale, non rappresenta la maggioranza dei cittadini.

Ne tenga conto per rispetto dei cittadini votanti ma anche di quelli che non hanno votato o che non l'hanno votato.
Siamo consapevoli che la democrazia ha un prezzo molto alto ma una piccola svolta può avvenire anche dal basso; non possono i rappresentanti di un partito che si definisce di popolo continuare a viaggiare con le tendine abbassate.

 

“In questo paese la stagione dei diritti sarà effimera
se non nascerà un nuovo senso del dovere”
(Aldo Moro 1976)

 

li. 14-07-2009

San Mauro Pascoli Associazione Grifo

 

 

 

 

D'AMORE, DI CRISI E DI ALTRE SCIOCCHEZZE

 

Tutti presi come sono i nostri mass-media dalle vicende erotiche di papi e di qualcun altro non trovano il tempo per parlarci di tutto il resto, perciò abbiamo fatto un giretto qua e là in cerca di qualche notizia che ci faccia capire meglio il mondo in cui viviamo.


Iniziamo dal presidente del consiglio che intima di “chiudere la bocca ai pessimisti” riferendosi al governatore della banca d'Italia reo di avere rivelato che il PIL è già calato del 5% ma forse ancora più reo di volersi sedere sulla sua poltrona.
Infatti Repubblica del 26 giugno fa sapere che l'”Independent” e il “Times” profetizzano la caduta a breve di Berlusconi sostituito proprio da DraghI.
Il sito TG COM economia il 15 maggio afferma che “l'economia dell'Italia va in retromarcia e nel primo trimestre dell'anno fa segnare il dato peggiore dal 1980”, e riporta le stime ISTAT che calcolano il PIL a -5,9% nel primo trimestre dell'anno (perciò Draghi è stato più modesto ma aspettiamo qualche mese e vedremo che , alla fine, si sono sbagliati tutti due per difetto).
Berlusconi, originale come al solito, in questo vede “un miglioramento” mentre la redazione di Kliggmagazine in Italia nel suo post del 15 maggio “Manca poco al frigo vuoto” asserisce che “gli italiani si devono svegliare in tempi brevi e incominciare a rendersi conto che la situazione economica del paese è gravissima al limite del default .... e che l'Argentina quando lo dichiarò era in condizioni similari”.


Maurizio Blondet, direttore del giornale on line EFFEDIEFFE.com. nel suo articolo del 28 aprile scorso “Le sane banche europee” scrive che “Le banche tedesche hanno in pancia attivi tossici” (invendibili, di valore zero) per la cifra astronomica di 816 miliardi di euro, ossia più o meno un quarto del pil tedesco.
Lo documenta un rapporto della Bafin (la CONSOB tedesca, l'ente di sorveglianza, che ha sorvegliato tanto bene) che doveva restare segreto” invece è stato pubblicato da Der Spiegel e da Suddeutsche Zeitung e adesso lo sappiamo tutti o almeno tutti quelli che non leggono i soliti giornali.
Forse sarà per questo che, sempre Blondet il 26 giugno, ci informa che Trichet, il capo della Banca Centrale Europea, “stampa moneta di nascosto” aggiungendo che “... la morte di Michael Jackson ha oscurato sui media servili l'enorme dono che (Trichet) ha fatto alle banche europee.

L'astronomica cifra di 442 miliardi di euro in prestito all'1% - si dovrebbe dire regalo – per un anno”.
Marco Cedolin sul suo sito IL CORROSIVO il 27 giugno scrive che “In Gran Bretagna Willie Walsh, ad (amministratore delegato) della British Airways, .... ha domandato ai suoi 30.000 dipendenti la disponibilità a lavorare gratis per un mese..... (e che) La risposta dei lavoratori, definita “fantastica” dallo stesso Walsh, è probabilmente andata molto al di là di quanto non sperassero i dirigenti della compagnia...”.
Viene da chiedersi che cosa stia aspettando Alitalia. Non vorrà sempre essere l'ultima.


Dopo le note vicende di Chrysler ed il fallimento pilotato di General Motors il sito Informazione Scorretta il 25 giugno ci dice che “A maggio il leader mondiale del settore auto, toyota, ha segnato un 37,9% in meno di auto prodotte rispetto al maggio 2008.” mentre “Sul fronte domestico ... la flessione è stata del 41,9% portando a 10 mesi di fila la contrazione.”
Nello stesso articolo aggiunge che “Negli USA le vendite di abitazioni nuove sono calate dello 0,6%, in forte controtendenza alle aspettative di un rialzo del 2,3%” e si chiede “... che cosa gli ha preso agli “analisti”, per prevedere un rialzo del 2,3% in un mercato disastrato.
Un mercato dove c'è chi propone di radere al suolo le case che ormai non vuole più nessuno (e che oggi potete comprare a 6000 euro. Si, una casa intera a 6000 euro ...”.
Per restare negli Stati Uniti anche se il fatto è avvenuto in Italia, alla frontiera con la Svizzera la Guardia di Finanza ha fermato due giapponesi che avevano nella valigia 134 miliardi di dollari – circa 96 miliardi di euro – in bond americani.
Non sono spiccioli e generalmente vengono usati nelle transazioni fra stati o “emessi a garanzia di un prestito fra banche centrali”, come scrive il sito Crisis di Pietro Cambi che precisa, riprendendo la notizia da “Asia News, un sito italo-asiatico di informazione collegato al PIME, Pontificio Istituto per le Missioni Estere (che) uno dei due giapponesi fermati a Chiasso e poi rilasciati sarebbe Tuneo Yamauchi, cognato di Toshiro Muto, fino a poco tempo fa vice-governatore della Banca del Giappone” e continua Crisis “Capite bene che liberarsi di centinaia di miliardi di dollari di bonds americani di nascosto può avere...una sola spiegazione. Una necessità assoluta di recuperare almeno una parte del valore “di facciata” prima che sia troppo tardi”.
Probabilmente i giapponesi non sono i soli che si preoccupano di quanto potrà accadere al dollaro americano entro breve tempo visto che il sito ComeDonChisciotte il 24 maggio ci informava che “La Cina aumenta le riserve auree del 75% .... andando verso l'abbandono del dollaro” mentre il sito Voltairenet.org (Voltaire International Edition) ci dice che “in gennaio la Cina ha interrotto gli acquisti di buoni del tesoro US (e che) il 18 maggio, la Cina ed il Brasile dichiarano di rinunciare al dollaro per i loro scambi bilaterali”. Ma non basta.


Il sito Petrolio ci informa che “Gli Stati Uniti si sono appena appellati al WTO, accusando per la prima volta la Cina di comportamento scorretto e protezionismo” perché avendo i cinesi “stabilito termini più stretti per l'esportazione di ... coke, bauxite, magnesio e zinco” le loro imprese hanno un “rifornimento quasi illimitato” al contrario di quelle americane che restano a secco.
Che non tiri aria buona nell'economia degli Stati Uniti ce lo dice anche il sito bamboccioni alla riscossa informandoci che il “ministro del Tesoro degli Stati Uniti...ha appena concluso un lungo week-end di lavoro in Cina. Obiettivo: rassicurare Pechino sulla capacità degli USA di ripagare il proprio debito pubblico” e, prosegue, “Sempre quest'anno...Usa, Gran Bretagna, Giappone e Germania stamperanno qualcosa come 4mila miliardi di titoli di Stato o obbligazioni garantite” ma c'è il piccolo problema sollevato da un “analista del fondo di investimento americano Hayman Advisors, (che) ha detto chiaro e tondo sempre al Telegraph che: Non c'è abbastanza capitale nel mondo per comprare le nuove emissioni (di debito ndA) richieste per finanziare i giganteschi deficit fiscali che gli Stati stanno creando”.
Qualche dubbio deve averlo anche il presidente Obama se, sempre secondo bamboccioni alla riscossa del 26 giugno, dopo avere “fatto approvare un piano di maxistimolo per la disastrata economia a stelle e strisce da ben 787 miliardi di dollari (più o meno, per capirci, un terzo dell'intero PIL italiano).....ha ammesso di non essere granchè soddisfatto dei risultati: E non ha escluso di dover bissare....un secondo maxipiano di spesa (e) Quel che stupisce, semmai, sono proprio le parole usate da Obama. Che ha detto chiaro e tondo, come riporta l'agenzia di stampa americana Bloomberg, di non essere “soddisfatto dei progressi” fatti. Perché i 787 miliardi di cui sopra non vengono spesi abbastanza velocemente. E perché, nel frattempo, continuano a crescere – a ritmi spaventosi – gli americani che si ritrovano senza casa e senza lavoro”.
Vista la situazione forse non si sbaglia completamente il sito di Maurizio Blondet quando il 25 giugno scrive che “La Casa Bianca ordinerà la chiusura delle banche americane (a settembre), esattamente come fece il 9 marzo 1933, il presidente Roosevelt, appena arrivato al potere, nel pieno della grande depressione (e) La parola con cui tutto questo sarà rappresentato in USA sarà “nazionalizzazione”. Non solo delle banche, ma delle assicurazioni e delle istituzioni finanziarie di prestito in genere (come le carte di credito)”. Però!


Che forse la crisi non sia solo psicologica possiamo capirlo da un articolo di EFFEDIEFFE.com del 18 maggio che ci narra di “ben 735 porta-container – navi anche da 300 mila tonnellate – (che) sono all'ancora nella rada di Singapore. Sono le navi che portavano merci e materie prime dalla Cina agli USA, dall'Asia all'Europa e viceversa (viceversa molto meno), ed ora sono il simbolo tragico della restrizione dei volumi dei commerci globali”.
Può valere la pena anche di fare un piccolo passo indietro nel tempo e riprendere dal già citato sito bamboccioni alla riscossa un articolo del 23 maggio “Un giorno di ordinaria apocalisse” dal quale veniamo informati che “La notizia è arrivata un po' tardino...nel bel mezzo del bailamme per Noemi, sentenza Mills e richieste di dimissioni di premier varie....Giusto giovedì scorso – al congresso della CISL – il nostro ministro delle Finanze ci ha finalmente svelato un piccolo retroscena. Ad ottobre 2008, stava – parole sue – per andare in bancarotta l'intero sistema finanziario occidentale.....Ha raccontato, infatti, Tremonti che “abbiamo rischiato una catastrofe globale, gli effetti disastrosi di una guerra senza averla combattuta (perchè) ci arrivò la notizia che l'Islanda era in grave difficoltà (e) il 9 ottobre....al vertice del Fondo monetario (internazionale, ndA) il cancelliere dello scacchiere (ministro per l'economia inglese) ci disse, con tono quasi rassegnato che Londra (cioè la Borsa....) non avrebbe aperto.
E guardate che se non avesse aperto la City, non avrebbe aperto nemmeno Wall Street.
E praticamente l'intero mercato finanziario mondiale sarebbe rimasto paralizzato. Come dopo un infarto”
Il racconto di Tremonti coincide – perfettamente – con la ricostruzione” del “ministro inglese Paul Myners che a gennaio di quest'anno confessò alla stampa britannica che il 10 ottobre l'intero sistema bancario anglosassone era a un passo dal collasso” perchè “Alcuni, e non meglio specificati, “grossi correntisti” erano... pronti a ritirare i loro depositi dalle banche inglesi. Cosa che avrebbe fatto collassare gli istituti di credito di sua maestà”.
Dulcis in fundo riportiamo alcune previsioni tratte dal sito leap2020.eu (è il sito francese del Laboratorio Europeo di Anticipazioni Politiche che aveva previsto la crisi e le sue modalità di svolgimento nel già 2006 e che, periodicamente, pubblica il GEAB – Global Europe Anticipation Bullettin – che è arrivato al numero 36 e che è stato tradotto in italiano da Informazione Scorretta il 17 giugno – con il quale veniamo informati che “Tre onde anomale convergenti” colpiranno l'economia mondiale nell'estate 2009:
1. l'onda della disoccupazione di massa: tre date di impatto che variano secondo i paesi dell'America, dell'Europa, dell'Asia, del Medio Oriente e dell'Africa
2. l'onda che si infrange con fallimenti in serie: Imprese, banche, Società immobiliare, Stati, regioni, città,
3. l'onda della crisi terminale del Bond US, del dollaro, della sterlina e del ritorno dell'inflazione”.

C'è quasi da prendere paura, e se poi pensiamo che Europe2020 il 2 aprile, in occasione della riunione del G20 a Londra, ha fatto pubblicare dal Times una lettera ai leader di tutto il mondo con la quale li esorta a prendere le decisioni appropriate in “meno di un semestre per evitare che il mondo cada in una crisi che richiederà almeno un decennio per risolversi, accompagnata da una intera serie di tragedie e fermenti” informandoli che “la crisi sta diventando sempre più pericolosa... (e se) non sarete in grado di adottare un insieme di decisioni concrete e innovative, focalizzate sui punti e sui problemi essenziali, ed avviarle entro l'estate del 2009, la crisi entrerà nella fase del dissesto geopolitico globale entro la fine dell'anno”:


Europe2020 fornisce poi una serie di indicazioni da seguire per evitare danni maggiori:
> creare una nuova moneta di riserva internazionale
> istituire schemi di controllo delle banche
> far valutare dal FMI i sistemi finanziari di USA, UK e svizzero (avvertendoli che “non è più il tempo di essere educati” con le nazioni che hanno provocato la crisi).
Speriamo che si sbaglino.
Ovviamente, ognuna delle notizie riportate dovrebbe essere verificata perché, si sa, su internet ognuno è libero di dire la sua e pertanto prendere tutto per buono non sarebbe saggio.
C'è comunque una contraddizione evidente fra quanto scrivono i vari siti che si interessano di economia ed i mass-media italiani per i quali certe cose semplicemente non esistono o, meglio, non si devono sapere.
Pur preferendo il bicchiere mezzo pieno, negli ultimi mesi abbiamo faticato a vedere positivamente la situazione dell'economia nazionale e globale perchè ci è parso che istituzioni, media e cittadini tutti siano molto più interessati al gossip che al loro avvenire

San Mauro Pascoli Associazione
li 01-07-2009 Grifo

 

 

 

 

 

CONTENTI O NO...

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Parafrasando un vecchio detto che più o meno recita: “per essere felici basta sapersi accontentare...”, si potrebbero riassumere in queste poche frasi le reazioni delle coalizioni e dei partiti, di destra, sinistra e centro che le hanno sostenute, alla luce dei risultati delle ultime elezioni.
Tralasciando il dato più generale delle europee sul quale abbiamo assistito alle più bizzarre esternazioni per dimostrare che tutti hanno vinto, ci soffermiamo un attimo su ciò che è successo nei comuni a noi vicini.

 

A Savignano sul Rubicone il sindaco è stato riconfermato con un misero 43,79 % avendo perso 1482 voti pari a – 14,82% dei 5683 pari al 58,07% che aveva ottenuto nel 2004, ma la stessa sindaco ha pubblicamente dichiarato di essere soddisfatta del voto e che per prima cosa si occuperà di quel 43,79% che l'hanno votata e successivamente dell'altro 36,07% che avrebbe sbagliato, per redimerlo.

 

A san Mauro Pascoli il sindaco ha collezionato 3223 voti pari al 54,52% mentre nel 2004 ne aveva 3943 pari al 65,40%, quindi ha perso per strada ben 720 voti, che sommati ai 511 ottenuti da Fioroni nel 2004, il deficit sale a 1231 pari a - 19,35 %.

In fine, attingendo dai dati della Prefettura, si può facilmente notare, che l'astensionismo avanza inesorabilmente.
A Savignano, con un + 4,20% rispetto al 17,34% del 2004, per un totale di 2741 cittadini rimasti a casa, pari al 21,54%
A San Mauro, con un + 4,27% rispetto al 18.80% del 2004, per un totale di 1851 cittadini, non votanti, pari al 23,07%

A fronte di dati così eloquenti ci si sarebbe aspettato una seppur minima autocritica, invece a parte le feste di partito per celebrare lo scampato pericolo, nulla.

 

Silenzio anche dalle file del centro-destra, a parte alcune dichiarazioni di qualche esponente locale soddisfatto, ma di che? forse di aver contribuito alla riconferma del sindaco attuale (vedi Falconi a Savignano).

Se la mezza vittoria o mezza sconfitta, dipende dal punto di vista, dei sindaci in carica, è comprensibile, in fondo sono entrambi al secondo mandato, per cui sarà eventualmente un problema di chi sarà destinato a succedergli, non si capisce sinceramente come fa il centro-destra ad essere soddisfatto del risultato raggiunto, quando era palese, almeno nel caso di Savignano, che avevano la vittoria in pugno.

 

Ci sorge un dubbio, che tutto ciò non sia frutto del caso o di singoli personalismi, ma che tutto sommato lo status quo' può far comodo a tutti, a chi ha già la responsabilità di governo e quindi può continuare ad occupare le medesime poltrone con la consapevolezza che l'alternativa non c'è e a chi occupa altre poltrone in altri luoghi del potere e che per mantenerle ha bisogno anche del consenso della parte politica avversa. In altre parole si definirebbe “inciucio”.

Ma le vere vittime di queste elezioni, a nostro avviso sono i cittadini, che diligentemente, anche se in misura minore delle altre volte, si sono recati a votare, credendo che qualcosa potesse cambiare ed invece nulla è cambiato.

 

A questo punto della riflessione, domandiamo, sia alle maggioranze che alle opposizioni riconfermate:
Alle maggioranze chiediamo se non sia il caso di cominciare a riflettere, non dando solo la colpa al trend nazionale, dei loro gravi arretramenti.
Alle opposizioni invece chiediamo se veramente sia stato fatto tutto il necessario per non perdere.

Noi temiamo che queste riflessioni non vengano fatte fino in fondo e che di conseguenza, tutto continui come prima, aspettando le prossime elezioni, poi si vedrà.
Buon lavoro.

 

Associazione Grifo
San Mauro Pascoli 12-06-09

 

 

 

 

MENO MALE CHE MIRO C'E'
(E LUCIANA ANCHE)



APPELLO AL VOTO A TUTTI I SAMMAURESI


Grifo fa un appello a tutti i cittadini di San Mauro, affinchè i prossimi 6 e 7 Giugno recandosi in massa nei seggi, facciano confluire una valanga di voti a favore dei nostri due eroi.

Artefici, in un modo o nell'altro, di avere fatto fare passi da gigante a tutta la nostra comunità, vedi parcheggi, isole pedonali, piste ciclabili, verde talmente tanto che là dove ce n'era troppo è stato utilizzato per dare una casa a tutti, anche a quelli che verranno.

I cittadini ancora non lo sanno ma quando vogliono possono recarsi a teatro (quello promesso) oppure, specialmente d'inverno, nuotare in bellissime piscine coperte (finchè ci sono!) mentre d'estate possono godere della nostra meravigliosa spiaggia, rigorosamente dotata di bandiera blu.

Quindi, cari Sammauresi, non fatevi abbagliare dalle sirene altrui, ma pensate alla vostra felicità continuando a dare la vostra fiducia incondizionata ai nostri due eroi, al comune votando in massa Miro Pascoli, Obama e ora anche afrodisiaco Gori, Sindaco con una marcia in più ed invidiato, anche se non si sa da chi.

Alla Provincia Luciana Garbuglia che presentandosi dopo 10 anni al giudizio popolare in un collegio ritenuto non sicuro (per lei), sta dimostrando molto coraggio, ma vedrete che un santo in paradiso (pardon in provincia) c'è.
Fortunatamente per lei, anche Bulbi c'è.

E vivremo altri cinque anni felici e contenti, poi si vedrà.


Associazione Culturale Grifo
San Mauro Pascoli li 29-05-2009

 

 

 

 

DECENZA E MORALITA'

CLANDESTINE IN QUESTO PAESE

 

 

Dopo aver ricevuto l'opuscolo inviatoci dal nostro amato sindaco e leggendo alcuni articoli di stampa apprendiamo che anche la nostra amata “pasionaria” ed indimenticabile ex sindachessa si appresta a ritornare in campo passando per il voto popolare, dopo 5 anni da assessore provinciale, titolo attribuitole per meriti acquisiti sul campo dal presidentissimo uscente, pure lui molto amato.

Chi scrive spera che il buon uomo, se eletto, non dimentichi le promesse elettorali ed abbia la gentilezza di ripromuoverla nel caso, ma noi non vogliamo neppure pensarci, la nostra eroina dovesse non essere eletta e quindi rimanere a nostro carico; molto più giusto, come si fa in questi casi, distribuire oneri ed onori a livello provinciale.

Vediamo dall'opuscolo tante belle foto anche se ne mancano altre: quelle del teatro, quelle di via Rimini, quelle delle piste ciclabili terminate con tanto contorno di verde ai lati e quelle da terminare anche se iniziate appena 5 anni or sono, ma questi sono dettagli.

Infine, sempre leggendo dalle cronache, abbiamo appreso che dopo il sindaco “poeta” abbiamo anche un sindaco “afrodisiaco”.

Si potrebbe parafrasare il titolo di un noto romanzo che il nostro sindaco conoscerà “L'amore ai tempi del....viagra”, infatti dopo un presidente del consiglio che si diletta di lolite anche noi abbiamo un sindaco “afrodisiaco”, del genere che nel nostro piccolo non ci facciamo mancare niente!

Si dirà che così fan tutti e magari sarà vero, però ciò non toglie che la politica di questi tempi sia sempre più parente di quella che andava di moda quasi novant'anni fa.

Terminiamo con un vecchio ma sempre valido detto:
Potrete ingannare tutti per un po',
potrete ingannare qualcuno per sempre,
ma non potrete ingannare tutti per sempre.
Abramo Lincoln

Associazione Culturale
Grifo

San Mauro Pascoli, 22 maggio 2009

 

 

 

 

RISPOSTA AD HIPPO [http://filippofabbri.blogspot.com]


Caro Ippo,
non ce l'abbiamo con te perché sappiamo bene che scrivi a comando ma, in ogni caso, è bello sapere che ci sei.
E' ovvio che le bugie politiche di cui parli non sono tue ma i tuoi ispiratori sono più furbi di te e non si espongono.
Prima di tutto il nostro “circoletto” non è per nulla “tetro” anzi, se vorrai venire a trovarci capirai che ci piace prendere in giro un po' tutti e bere in compagnia.
Non avendo capi ai quali rendere conto respiriamo normalmente e non stiamo mai in apnea come sicuramente devi fare tu quando ti correggono i compiti.
Quindi cerchiamo di essere rilassati e di badare più alla sostanza che alla forma.
Ad esempio: presentarsi in lista con il paracadute in modo da essere in ogni caso assessore provinciale significa, sostanzialmente, che se i tuoi elettori non ti votano o non ti vogliono tu te ne freghi perché il posto te lo danno lo stesso.
Dare il permesso di costruire tanti appartamenti in più per avere in cambio un teatro che serve solo al sindaco quando non c'è un soldo né un soldato per gestirlo, sostanzialmente, è una stupidaggine.
In una democrazia, per quanto scalcinata come la nostra, questo non è democrazia.
Pertanto non siamo noi che vogliamo dare lezioni di moralità ma piuttosto i tuoi capi che se le vanno cercando.
Non rimpiangiamo affatto la vecchia politica che saltellando da Craxi ad Andreotti ha ucciso Moro e ci ha portati a Berlusconi, ma detestiamo la “nuova” fatta di immagine, di apparenza, di bla-bla vacuo su ogni cosa purché finisca sui giornali e siamo a favore di una politica semplice, fatta per la gente e condivisa dalla gente e che non si preoccupi sempre se deve pestare qualche callo illustre.
Non vorremmo che ti sfuggisse un fatto curioso: le uniche iniziative politiche degli ultimi anni le ha realizzate Grifo e sono tutte riuscite per interesse e partecipazione. E tu cosa ci puoi dire di quelle dei tuoi capi?
Per quanto riguarda i nostri contatti con tutti i partiti che compongono il centro-destra non è andata come scrivi tu, anzi.
Noi abbiamo proposto una lista civica trasversale (speriamo che tu sappia cosa significa) formata da persone senza incarichi nei partiti che, per motivi interni al centro-destra non è stata realizzata anche se aveva possibilità di successo visto che l'ampio consenso del 2004 di cui aveva goduto l'attuale sindaco si è molto ristretto.
La prova di questo è la presentazione di due liste di centro-destra (e ricorda che in quel momento Gianni Ottaviani stava ancora lavorando per farne una terza) che anche se rosicchieranno qualche voto non hanno grandi speranze.
Non siamo andati bussando a tutte le porte e nessuno ci ha rifiutati ma quando è diventato chiaro che il centro-destra non si sarebbe presentato unito abbiamo semplicemente ritirato la nostra proposta lasciandoci senza strepiti e senza clamori.
Nessuno di noi ha richiesto candidature né poltrone, che tu lo voglia o no.
Non ti farà piacere sapere che pur essendo stati richiesti di presentarci con le liste del centro-destra abbiamo declinato l'invito dicendo che le liste si presentano per vincere e non per partecipare.
Un'ultima cosa: lo slogan corretto era “viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse Tung” e non quello un po' raffazzonato che scrivi tu, ma ti ricordo che ce n'era un altro valido ancora oggi sia per te che per quelli che ti dicono ogni tanto di scrivere: “Una risata vi seppellirà”.

Associazione Culturale Grifo

 

P.S.: per favore, non passate nei bar a ritirare i nostri volantini come fate di solito ma se ne volete un
pacco ditecelo perché anche gli altri hanno diritto di conoscervi.
San Mauro Pascoli, 26 maggio 2009

 

 

 

 

SERVE DAVVERO LA PALLA DI VETRO?

 

Gli ottimisti dicono che la crisi sarà a V (nel 2010 sarà passata), i meno ottimisti che sarà a U (durerà altri 4 o 5 anni), i pessimisti che sarà a L (il mondo è già diverso e non tornerà più come prima).
Il Fondo Monetario Internazionale nel 2008 aveva stimato in 100 miliardi di dollari il costo della recessione mentre qualche settimana fa ha valutato in più di 4.000 miliardi di dollari le perdite subite fino ad oggi, perciò o sono degli incompetenti o la situazione non è controllabile.
Il debito degli Stati Uniti ha assunto dimensioni che fanno dubitare parecchio sulla sua rimborsabilità, la Cina sta vendendo i dollari che sono nelle sue riserve prevedendo una grave perdita di valore della moneta americana a breve, alcune economie europee sono tecnicamente fallite ed altre non se la passano troppo bene.
Da noi di tutto questo non si parla.
Il presidente Obama sta puntando la riconversione industriale ed energetica degli Stati Uniti verso scelte ecologiche, la Spagna in un solo anno ha messo in funzione generatori eolici per una potenza complessiva superiore a quella di una nostra ipotetica centrale atomica che, se va bene, vedremo fra vent'anni quando l'uranio sarà ormai diventato raro, ed i paesi del Golfo, pur essendo i più grandi produttori di petrolio, stanno dotando i loro edifici di fonti rinnovabili.
Questi fatti pare che non ci riguardino dato che il nostro presidente del consiglio ed i suoi media stanno cercando di convincerci che la crisi è psicologica, che un calo del PIL del 5,9% nei primi tre mesi del 2009 è “un segno di miglioramento” e che per cancellare tutto definitivamente basta consumare quanto e più di prima.
La cosa potrebbe anche fare piacere se ci dicessero quali soldi possiamo ricominciare a spendere visto che il crollo dell'occupazione è quotidiano, le ore di cassa integrazione crescono in maniera esponenziale, le possibilità di trovare un nuovo lavoro sono quasi nulle e gli stipendi degli italiani sono più bassi del 17% rispetto alla media dei 30 stati europei.
A Parma per un posto da operaio si sono presentati in 178 ed a Detroit un buon appartamento viene venduto a 6.000 dollari (più o meno il valore di una Matiz incentivi compresi) ma il piano casa che il nostro governo intende lanciare metterà in moto miliardi e miliardi di euro per cui di cosa dovremmo preoccuparci?
Forse del fatto che le entrate statali sono già diminuite del 7%?
del PIL che calerà del 4.2% nel 2009 (per ora e se tutto andrà bene)?
dell'IVA che soffre?
del gettito delle dichiarazioni dei redditi che con una buona fetta di aziende in difficoltà o chiuse non sarà neppure l'ombra di quello che sarebbe necessario?
I nostri governanti si stanno comportando in maniera molto stravagante negando l'evidenza della situazione, evitando di prendere provvedimenti adeguati a sostegno dell'economia e soprattutto cercando di nascondere la recessione dietro fatti di triste attualità come il terremoto o di cronaca più o meno rosa che potrà anche fare la felicità dei fissati del gossip ma è offensiva per tutti gli altri.
Fatta la cornice vediamo di capire se è possibile metterci dentro il quadretto della politica locale senza considerare le prossime elezioni perché tanto non cambieranno nulla.
Negli ultimi 15 anni le entrate comunali si sono basate sugli oneri di urbanizzazione; di qui le gru in ogni angolo, le costruzioni deprimenti, la mancanza assoluta di servizi, i tripli salti mortali amministrativi per consentire tutto o anche di più.
Da ieri la festa è finita.
La gente non ha più i soldi per comprare ma, soprattutto, le banche non hanno possibilità o volontà di finanziare acquisti a rischio o meno.
In mancanza di credito le imprese stentano, i negozi boccheggiano, gli immobili restano sulla carta, gli oneri non entrano mentre le spese comunali decollano.
Data la situazione generale potremmo pensare che lo stato provvederà a dare agli enti locali quello che manca ma, obiettivamente, come potrà farlo se le entrate fiscali saranno misere e si dovrà ricostruire l'Abruzzo, fare il ponte sullo stretto, finire la TAV, finanziare ancora di più le “missioni di pace” per non dire del resto?
L'ipotesi più probabile è: ognuno per sé, cioè arrangiatevi.
Evidentemente l'economia nazionale non può essere sanata da un ente locale ma lo scenario politico venturo potrebbe vedere la nuova giunta alle prese con i cantieri edili che non ripartono, il mercato della moda internazionale in difficoltà insieme ad agricoltura e turismo, disoccupazione e cassa integrazione crescenti e servizi comunali privi di mezzi.
Sarebbe il caso che non solo i programmi dei vari partiti ma le stesse iniziative elettorali prendessero di petto il problema e indicassero quali interventi a favore delle aziende e delle persone per la casa, gli affitti, la scuola, verranno adottate a livello locale anziché fare il solito elenco dei desideri al quale non credono neppure quelli che lo scrivono.
Sarebbe opportuno che ci dicessero come intendono valorizzare i beni che abbiamo, la Torre e il CERCAL per esempio, quali priorità vogliono darsi e come reperiranno i fondi in sostituzione delle entrate che mancheranno.
Quali iniziative proporranno per far sorgere nuove imprese magari in ambiti diversi da quelli tradizionali e come rapportarsi con tutte le istituzioni economiche dello stato per fare in modo che l'economia locale abbia qualche beneficio in più e qualche sacrificio in meno da fare.
Sappiamo benissimo che non è semplice ma fino ad oggi abbiamo ricevuto solo la solita propaganda elettorale senza un'analisi del momento, una valutazione delle prospettive, una proposta operativa.
Speriamo che la notte porti consiglio in fretta altrimenti rischiamo di trovarci al buio dentro un teatro pieno di problemi e vuoto di idee.

San Mauro Pascoli Associazione Grifo
li.20-05-2009

 

 

 

 

 

CIMITERI E BUSINESS A SAN MAURO PASCOLI

 

Fra i servizi di pubblica utilità che rivestono una notevole importanza per una amministrazione comunale, ma di cui si parla poco, ci sono i servizi cimiteriali.
Da sempre, a memoria d'uomo, tali servizi sono stati gestiti dalle amministrazioni comunali, al pari dei servizi anagrafici, elettorali e dei lavori pubblici in genere, proprio per l'importanza che essi hanno nelle comunità locali.
Negli ultimi anni però, in alcuni comuni fra cui anche il nostro, si è ritenuto che anche tali servizi si possono appaltare, al pari dei servizi idrici, della raccolta dei rifiuti, ecc.

Per chi frequenta il nostro cimitero comunale, anche saltuariamente, oltre alla nuova costruzione che, assomiglia più ad una tribuna di uno stadio che ad un luogo dove pregare i propri cari, dato che permette un ottimo affaccio sulla strada pubblica, come se ciò fosse un requisito richiesto da tutti i manuali di costruzione dei cimiteri, c'è la non gradita sorpresa di trovare erba alta fra le tombe, sporcizia ovunque, servizi igienici indecorosi, ecc.; ma vediamo cosa è successo ultimamente.
Chiesta la documentazione all'Amministrazione Comunale di quanto avvenuto al cimitero comunale, abbiamo riscontrato non poche sorprese che andiamo ad elencare:

Nell'ormai lontano 2002 il Consiglio Comunale approvava il progetto preliminare per l'ampliamento del cimitero al fine di ricavare nuovi loculi e nuove tombe di famiglia, ormai esauriti, progetto redatto dall'Ufficio tecnico comunale, spesa preventivata € 1.464.080,00, che doveva essere interamente finanziata con il ricavato della vendita dei loculi e delle tombe di famiglia (piano triennale delle opere pubbliche 2002/2005);

Nel dicembre 2004 veniva effettuato un bando per la raccolta delle prenotazioni di parte dei loculi e delle tombe di famiglia in progetto, bando a cui i sammauresi aderiscono con entusiasmo versando quale anticipo nelle casse del comune la bella cifra di € 1.127.420,00 ed impegnandosi a versare la somma rimanente per un importo totale di € 1.450.000,00 a costruzione realizzata, pari all'incirca alla somma preventivata per la costruzione;

Alla fine del 2005, cioè un anno dopo, viene approvato il progetto definitivo, l'importo previsto per la costruzione lievita a € 2.090.000,00 per, non si sa bene, imprecisate “adozione di particolari scelte tecniche...” (delibera di Giunta Comunale n. 133 del 24.10.2005) di cui ben € 121.931,32 per spese progettuali e € 17.203,62 di incentivi alla progettazione interna agli uffici, (ma se la progettazione viene fatta dai tecnici comunali ci si chiede, come si può affidare incarichi a tecnici esterni per ben € 121.931,32?);

Appena un mese dopo, quindi con grande tempestività, il Consiglio Comunale viene chiamato ad approvare l'affidamento dei lavori di ampliamento attraverso una concessione di costruzione e gestione del cimitero per 15 anni, in quanto l'Amministrazione Comunale, nonostante avesse già riscosso con le prenotazioni oltre il 50% della spesa ed avesse la garanzia di riscuotere la rimanente parte sino al 70% della spesa complessiva preventivata, non aveva la disponibilità finanziaria per ulteriori € 650.000,00, neanche accendendo un mutuo, “per non sforare il patto di stabilità”;

Scartate altre soluzioni, come un “project financing” ritenute “troppo complesse” perché “non si adattano al tipo d'intervento” e che prevedono la partecipazione dei privati nella costruzione e nella sola vendita e gestione dei loculi costruiti e non dell'intero cimitero, ci si , orienta a concedere ai privati, ma sarebbe meglio dire ad un privato, a fronte della costruzione dell'ampliamento, oltre alla somma di € 1.127.420,00 già riscossi dal Comune, la gestione di tutti i servizi cimiteriali per 15 anni, in modo che “possano realizzarsi introiti tali da rendere economicamente sostenibile l'anticipazione del capitale necessario per la realizzazione dell'opera”. Va detto che nel cimitero limitrofo di proprietà del Comune di Savignano sul Rubicone, nello stesso periodo, quest'ultimo abbia appaltato ad una ditta privata un ampliamento, anche più grande, con lo strumento del “project financing” senza anticipare un euro e concedendo la sola gestione e vendita a prezzo convenzionato dei loculi costruiti dalla ditta, la quale ha realizzato l'intervento con i soli propri capitali.

Nel febbraio 2006 viene approvato il bando di gara per l'affidamento dei lavori di costruzione e di gestione del cimitero, secondo “il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa” e che prevede come finanziamento dell'opera, la devoluzione all'aggiudicatario della somma già incassata dal Comune per le prenotazioni, pari a € 1.127.420,00, l'incasso della somma rimanente per la vendita dei restanti loculi e delle tombe di famiglia, nonché la gestione di tutti i servizi cimiteriali per 15 anni, secondo un tariffario concordato.
Al bando partecipa un solo concorrente, un associazione di imprese di cui fa parte AMGA ENERGIA di San Mauro Pascoli, che si aggiudica la gara, senza offrire alcun ribasso sulla spesa preventivata., ma che prevede solamente un canone di € 300,00 annui, da reinvestire in manutenzioni, per la gestione di tutti i servizi cimiteriali, che prima non avevano un tariffario stabilito ma il cui importo era modesto.

A questo punto ci sorgono spontanee alcune domande:

1.Considerato che alla ditta viene garantita un anticipazione già raccolta di € 1.127.420,00 pari al 70% delle concessioni di n. 136 loculi ed al 80% delle concessioni di n. 25 tombe di famiglia, con l'impegno sicuro dei prenotati a versare il 100% a lavori ultimati, quindi per complessive € 1.450.000,00 circa, alla ditta rimane a disposizione per la vendita altri n.424 loculi e n.7 tombe di famiglia per complessive € 1.587.000,00 circa, a fronte di un esborso per la costruzione, secondo il quadro economico approvato dal Comune, ma che non tiene conto di possibili ribassi d'asta, consueti nei lavori pubblici, di sole € 685.000,00; perché il Comune ha ritenuto l'appalto “non economicamente vantaggioso” per la ditta e quindi gli si sono garantiti anche gli introiti derivanti dalla gestione di tutte le operazioni cimiteriali per i prossimi 15 anni facendone ricadere i relativi costi su tutti gli utenti?;

2.Considerato che per rendere vantaggioso l'investimento della ditta costruttrice sono stati dati in gestione tutti i servizi cimiteriali per 15 anni, a fronte di un risparmio per il Comune, se si può parlare di risparmio, consistente nella possibilità di utilizzare l'operatore cimiteriale per altre utilità, perché il Comune ha scelto di far ricadere questi costi su tutta la collettività ed a beneficio di una azienda privata?

3.Perché si è deciso di procedere all'assegnazione dell'appalto a fronte di un sola offerta di un unico concorrente ritenendola “economicamente vantaggiosa”?;

4.Perché se il progetto l'ha realizzato l'ufficio tecnico comunale sono stati spesi ben € 121.931,32 per progettazioni esterne?

5.Chi vigila sul rispetto del contratto quando è notorio da chiunque frequenti il cimitero, che c'è stato un netto peggioramento nei servizi di pulizia, sfalcio dell'erba ed in generale di gestione del cimitero?

6.Chi garantisce ai cittadini che sono costretti a rivolgersi al numero verde di AMGA Energia per ogni servizio cimiteriale che vengano applicati i prezzi, già esosi, concordati?
E non ci si senta proporre invece prezzi nettamente maggiorati per operazioni non richieste, come è già successo varie volte?

A questo punto ci sorge spontanea una riflessione.
Se per rispettare il patto di stabilità come affermato dalla maggioranza, che ha deciso di affidare in concessione i servizi cimiteriali, occorre farne ricadere i costi, a fronte di un pessimo servizio, sulla cittadinanza, preferiremmo un sindaco che invece di farsi vanto del rispetto dell'equilibrio di bilancio, spieghi le ragioni di un eventuale sforamento, per il bene della collettività, anche a costo di vedersi decurtare lo stipendio come previsto dalla legge. Invece si assiste all'ennesima beffa a danno dei cittadini ed a tutto vantaggio di un privato.

P.S. Le frasi virgolettate in corsivo sono tratte pari pari da atti ufficiali forniti dall'Amministrazione Comunale.
San Mauro Pascoli lì 1° maggio 2009 l'Associazione il Grifo

 

 

 

 

 

UN'OCCASIONE PERSA

 

L'associazione Grifo aveva inteso promuovere una lista civica con candidati scelti fra i cittadini locali che non fossero dirigenti di qualche partito.


Una lista formata da persone che, pur con le loro simpatie politiche, avessero carattere di trasversalità e soprattutto fossero interessate ad amministrare il nostro comune con programmi e metodi diversi rispetto a quelli della giunta attuale che si è rivelata assolutamente inadeguata soprattutto in materia urbanistica.

 

Per quanto possibile, l'obiettivo era quello di presentare una sola lista alternativa a quella del centro-sinistra dato che nel nostro comune si vota con il sistema maggioritario che non prevede ballottaggi.

Gli incontri avuti con diversi cittadini tra i quali i rappresentanti del centro-destra avevano lo scopo di individuare un percorso diverso dal passato e promuovere una lista senza simboli di partito, visto che non sono più rappresentativi dell'intera comunità.

La lista civica avrebbe così potuto contare sugli elettori di centro-destra e su coloro che si oppongono alla politica di questa amministrazione specialmente da sinistra che non ci risulta siano pochi.


I punti programmatici fondamentali erano stati pubblicati sul sito della nostra associazione e in gran parte condivisi dalle persone che avevamo contattato.

Dalle notizie apparse sulla stampa in questi giorni abbiamo appreso che non solo la possibilità di contrastare efficacemente questo modo di governare San Mauro si sta vanificando ma, addirittura, sembra che si faccia di tutto per far sì che l'attuale amministrazione venga riconfermata per mancanza totale di alternative, tanta è la frammentazione di liste che spuntano come funghi dopo la pioggia.

Grifo non ha mai pensato di trasformarsi in una lista elettorale, a questo punto ha preso atto che almeno per questa tornata, non fosse più possibile proporre una lista civica in grado di rompere con le logiche di partito, che sì, saranno le meno difficoltose, ma anche le più scontate e quindi raramente vincenti , almeno così insegnano i precedenti a San Mauro.

 

Continueremo pertanto a svolgere il nostro ruolo di osservatori critici delle politiche amministrative e ringraziamo tutti quei cittadini che hanno creduto nella nostra proposta e che si sono impegnati insieme a noi in questi mesi,auspicando che il loro impegno possa proseguire aderendo a Grifo per tentare, tutti insieme, di cambiare un modo di amministrare superato dai tempi e dalle esigenze dei cittadini.


Con il centro-destra che non ha colto la novità rappresentata dal nostro progetto vorremmo che il dialogo restasse aperto anche perchè riteniamo che le elezioni non porteranno alcun reale cambiamento nella composizione del consiglio comunale e, di conseguenza, nella politica del nostro comune e pertanto i problemi di oggi saranno gli stessi di domani aggravati da una crisi economica che peserà fortemente sui servizi e sull'intera società.


San Mauro Pascoli Associazione Culturale
li 16-03-2009 GRIFO

 

 

 

 

 

DALLA PARTE DEI CITTADINI

 

Nonostante le novità delle ultime elezioni nel panorama politico italiano con la vittoria del centrodestra, la scomparsa della sinistra parlamentare, una opposizione ormai consegnata al solo Di Pietro, un Partito Democratico ancora in cerca di identità ed un Berlusconi che torna a fare quello che ha sempre fatto, nel quadro politico locale sinora non è cambiato nulla.



L'unica nota di colore, visti i deludenti risultati elettorali, è il dilemma che sta attraversando la sinistra: è meglio correre da soli o in compagnia? D'altronde è difficile esprimere delle novità quando la politica locale negli ultimi tre mandati, ininterrottamente dal 1994, non è riuscita ad esprimere elementi di rilievo ma si è mossa in sostanziale continuità, sia in fatto di coalizioni che di personaggi. Qualche sindaco è andato in provincia, qualche assessore è diventato sindaco, ma la politica locale non è cambiata.



Al contrario, il nostro comune negli ultimi 15 anni ha registrato molti cambiamenti e non tutti positivi. L'immigrazione è aumentata notevolmente e, parallelamente, anche il senso di insicurezza dei cittadini. Non ci riferiamo solo all'ordine pubblico ma soprattutto alla maggior difficoltà che i nostri concittadini registrano nell'accesso ai servizi sociali, alle scuole materne, per non parlare degli asili nido, servizi che non sono certamente cresciuti proporzionalmente ai nuovi residenti i quali, costituiti in buona parte da nuclei di immigrati con famiglie numerose e lavori precari, si contendono l'assegnazione dei contributi pubblici per il pagamento di bollette o degli affitti e sovente hanno la precedenza nelle graduatorie per l'ammissione agli asili nido o nell'assegnazione delle case popolari, graduatorie che, rispondendo a regolamenti scritti quando il fenomeno emigrazione era marginale, nell'assegnazione delle risorse pubbliche equiparano chi è residente da poco tempo con quello che è in graduatoria da anni, oppure basandosi principalmente sul reddito ISEE dichiarato, non sono sempre veritiere.



Abbiamo assistito ad una espansione continua di nuove zone residenziali sulla spinta di una speculazione edilizia che ha distrutto una parte consistente del territorio agricolo ed ha incrementato notevolmente la popolazione. Quest'ultima è cresciuta in pochi anni di oltre il 40% senza che, parallelamente, ci sia stato un adeguamento dei servizi con la realizzazione di nuove scuole, nuovi asili, nuovi parchi, nuove aree sportive. Sostanzialmente i servizi sono rimasti gli stessi di quando il paese contava 3.000 abitanti in meno.
La viabilità è sempre più caotica perchè non sono state realizzate nuove strade, le casse comunali sono sempre più vuote e, nell'impossibilità di trovare nuove risorse, si risparmia appaltando ad HERA nuovi servizi come il cimitero comunale, scaricando sugli utenti i maggiori costi senza che, peraltro, ci sia stato un miglioramento nella qualità.



Ma su una cosa i nostri sindaci non si sono risparmiati e quello di San Mauro Pascoli in ciò è insuperabile: la ricerca ossessiva del consenso. La presenza quotidiana sui giornali locali, l'inaugurazione di opere pubbliche, di monumenti e, in mancanza di questi, anche di qualche supermercato rinnovato.
Per non parlare poi dell'impegno, soprattutto economico, che viene prodigato per le innumerevoli manifestazioni culturali o pseudo tali, processi alla storia o altro, che lungi dall'essere funzionali ad elevare l'immagine della città elevano solo quella del primo cittadino.
Con tutto ciò i partiti tradizionali o “nuovi”, di maggioranza o di opposizione, nell'ambito delle rispettive responsabilità, a fronte di una crisi economica sempre più grave e di un disagio sociale sempre più avvertito, si preoccupano solamente di mantenere le proprie poltrone come se la spartizione dei posti nelle istituzioni fosse un loro affare interno. Questo è il tipico sistema di casta, cementato da anni e anni di consociativismo e sostenuto spesso da gruppi economici a cui viene permesso di edificare in ampie zone agricole senza prevedere un'adeguata rete stradale (vedi via Rimini) o spostare campi sportivi esistenti (vedi San Mauro a Mare), oppure inventarsi accordi di programma per edificare in zone agricole con vista sul depuratore in cambio di un teatro di cui, a parte il sindaco, quasi nessuno ne sente la necessità.
Noi riteniamo che per liberarci dalla cappa di piombo creata da questi politici occorra una solida ed autentica novità nella politica sammaurese.

Solo una lista civica, vera espressione della società civile, può operare in piena e costante assonanza con la stessa al di là degli steccati ideologici e partitici.


Una lista civica che si candida alla guida della città, aperta ai contributi di tutti sulla base dei seguenti principi:

- 1) alla lista civica possono aderire tutti coloro che non riconoscendosi nelle proposte dei partiti locali aspirano ad un cambiamento del governo del paese dando fiducia a persone che non siano espressione dei partiti ma dei cittadini e che siano portatori dei loro interessi; ciò potrà avvenire solo recuperando il senso vero della politica, intesa come servizio verso la cittadinanza; pertanto tale impegno impone che le funzioni di amministratore pubblico vengano svolte per dovere di senso civico, percependo l’indennità minima prevista per legge;

- 2) il programma politico ed amministrativo deve essere costruito con il contributo diretto dei cittadini, attraverso proposte e critiche anche tramite il sito dell'associazione GRIFO. L'azione di governo deve essere esercitata con la massima trasparenza e partecipazione da parte dei cittadini attraverso incontri, consultazioni e referendum qualora le decisioni amministrative da assumere abbiano rilevanza diretta sulla cittadinanza portando a conoscenza della cittadinanza stessa anche le decisioni della giunta comunale che hanno un particolare rilievo politico; parallelamente deve crescere la partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche attraverso il metodo della consultazione diretta con incontri ed assemblee pubbliche, ritenendo inefficaci ed obsoleti organismi di rappresentanza delegata come i consigli di quartiere;

- 3) il principio di legalità deve essere l'elemento determinante del programma politico e della scelta dei candidati; punto centrale del programma deve essere la sicurezza dei cittadini e la necessità di riscrivere le regole per l'accesso ai servizi pubblici a domanda individuale come scuole materne, asili nido, case popolari, contributi per l'affitto, contributi per il pagamento delle bollette, affinché il cittadino, residente da tempo nel paese, non sia penalizzato rispetto al nuovo residente sia esso extracomunitario oppure no;

- 4) il programma di governo deve contenere un impegno forte a salvaguardia del territorio dalla cementificazione selvaggia attraverso una politica di contenimento dei nuovi insediamenti residenziali, considerato che in questi anni di urbanizzazione incontrollata è aumentata considerevolmente la popolazione di nuova immigrazione, senza che a ciò sia seguito un adeguato incremento dei servizi pubblici.

- 5) va perseguito un forte impegno teso a sostenere e valorizzare le attività economiche legate al territorio; in particolare il settore calzaturiero, contrastando i fenomeni di lavoro in nero ed illegale, riferibili in gran parte alla clandestinità, con preoccupanti effetti sui lavoratori e sulle imprese sammauresi.

- 6) occorre un maggior impegno a sostenere il mondo del volontariato sia in ambito sociale che culturale e sportivo, attraverso la valorizzazione e la promozione di iniziative che hanno un valore etico e sociale riconosciuto.

 

San Mauro Pascoli, 25 luglio 2008 Associazione Culturale Grifo

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EMERGENZA SI EMERGENZA NO

 

Crediamo sia fuor di dubbio che lo sviluppo dell’agricoltura,nella zona del basso Rubicone, pur in presenza di una costante contrazione del numero delle Aziende e degli addetti,sia dipeso essenzialmente,oltre che dalla capacità imprenditoriale dei nostri agricoltori, dalla possibilità di un uso, sinora illimitato, delle risorse naturali, in primis dell’acqua.
Infatti la fortunata presenza di questo prezioso bene, sino ad oggi a buon mercato, ha permesso lo svilupparsi di una agricoltura fiorente e spesso redditizia ma bisognosa di tantissima acqua come lo è la nostra. Sinora la perforazione continua di nuovi pozzi artesiani,anche se formalmente vietata dalle tante norme in vigore, aveva garantito a tutte le aziende l’approvvigionamento necessario, anche se ciò a comportato problematiche di non poco conto come la subsidenza, oppure l’inquinamento delle falde e non da ultimo l’ingressione delle acque marine.
Per la subsidenza la Regione si è mossa in anticipo con il CER (Canale Emiliano Romagnolo) che si è dimostrato indispensabile anche per la nostra zona, seppure le derivazioni non siano ancora state fatte. Per l’inquinamento, con la costruzione della diga dei Ridracoli si è riusciti anche se parzialmente a garantire una discreta qualità delle acque potabili, mentre per il terzo problema, l’ingressione delle acque marine, nulla è stato fatto, come se il problema fosse lontano nel tempo.
Purtroppo il problema esiste oggi e negli ultimi tempi, complici inverni sempre più siccitosi, si è pure aggravato. E’ notizia recente, che alcuni nostri agricoltori, distanti anche tre-quattro chilometri dalla costa, si ritrovano con l’acqua salata nei pozzi. A questo punto le istituzioni, in primis Regione,Provincia e Comuni, non possono far finta di niente, anche perché se il fenomeno risulta più esteso di quello che si percepisce, rischia di mettere in crisi un intera economia.
L’acqua del CER, ammesso che vengano finanziate a breve le derivazioni, rischia di non garantire comunque un futuro alla nostra agricoltura, visto l’uso massiccio che si vuol fare di questa risorsa, sia potabile che industriale, inoltre la siccità interessa anche il Po ed i suoi affluenti che dovrebbero garantire l’acqua anche in periodi di magra.
A questo punto, a nostro parere, rimane un’unica alternativa se non si vuole assistere nel giro di breve tempo alla chiusura di aziende fiorenti ed alla perdita di un patrimonio agricolo ed umano insostituibile; l’alternativa si chiama risparmio e riconversione. E’ una parola che si potrebbe coniugare con sostenibilità dello sviluppo. E’ ora che si passi dai dibattiti teorici su quanto i mutamenti possono influire sul nostro vivere quotidiano all’azione. Non possiamo aspettare di vedere l’acqua salata nei nostri pozzi per affrontare il problema, siamo già in emergenza, anche se per ora il fenomeno tocca solo alcune aziende.
Ma ci sembra che al problema, le nostre istituzioni non prestino particolare attenzione. E’ di quest’estate la notizia di un ingente investimento per la costruzione di una nuova condotta per portare l’acqua dei pozzi della “Genga” in quel di Cesenatico. A noi non interessa la guerra dell’acqua, ma ci sembra che l’intervento dettato da una situazione di emergenza non sia risolutivo,il problema dell’estate trascorsa si potrebbe riproporre prima di quanto si pensi, anche perché i pozzi della “Genga” per chi non lo sapesse si trovano a pochi chilometri dal mare.
Sino ad ora il problema non è stato affrontato dalle istituzioni con lungimiranza, come ad esempio, fare un uso più selettivo di un acqua dalle caratteristiche ottime come quella di Ridracoli e non ci sembra neanche che il problema sia nell’agenda politica dei nostri governanti.
Sarebbe ora che ognuno facesse la sua parte, soprattutto coloro che hanno responsabilità di governo, altrimenti nell’emergenza si assisterà al solito scarica barile ed a rimetterci come al solito è la collettività.

 

San Mauro Pascoli, Marzo 2008.

 

 

 

 

L'UNIONE FA LA FORZA?

 

Non sempre l'assioma è dimostrazione dei fatti.
Se facciamo caso a ciò che leggiamo sui quotidiani locali o ascoltiamo le preoccupazioni dei nostri concittadini in materia di sicurezza, dalla microcriminalità alla viabilità, è evidente che almeno  per quanto riguarda l'Unione del servizio di Polizia Municipale, qualcosa non ha funzionato. Sarebbe abbastanza facile affermare, come fanno tanti, che tutto sommato il servizio era meglio prima, anche se non funzionava un granché, ma considerato che non vogliamo fare della dietrologia o del qualunquismo a buon mercato, è interessante chiedersi cos'è che non ha funzionato nel passaggio all'Unione.
Non conoscendo gli aspetti tecnici ci limiteremo a fare una semplice analisi della situazione Il servizio di Polizia Municipale risultava già carente, per ogni comune, di uomini e mezzi rispetto alle reali esigenze, almeno così è stato affermato dagli addetti ai lavori, inoltre due comuni su tre dovevano garantire anche il servizio estivo nella zona a mare.
Ci si sarebbe aspettato da parte dei nostri amministratori  che hanno disposto l'Unificazione, una razionalizzazione del personale ed un potenziamento dei servizi, per garantire nelle tre realtà, perlomeno una presenza maggiore sul territorio.
Invece abbiamo assistito alla concentrazione di uomini,  donne e mezzi nella nuova sede in quel di San Mauro, che, se da una parte danno lustro al sindaco locale, dall'altra hanno svuotato i comandi degli altri due comuni. Attualmente la presenza dei vigili sul territorio è garantita da qualche pattuglia di ronda, in auto, la quale, dovendo garantire la presenza contemporaneamente nelle tre realtà comunali, non si ferma più di 10 minuti nello stesso posto mentre il servizio di controllo sulla viabilità è stato demandato ai “semafori intelligenti”, che tanto intelligenti non si sono poi dimostrati, visto che, dove non hanno subito una sorte peggiore, sono stati dichiarati inidonei dal Ministero delle Infrastrutture  ad elevare contravvenzioni.
Considerato che, l'unione della Polizia Municipale è stato il primo passo della neonata Unione dei Comuni, a cui ha fatto seguito l'unificazione dei servizi sociali, scolastici ed il servizio di gestione del personale, crediamo che i risultati ottenuti dovrebbero far riflettere qualche Sindaco.
Di principio non siamo contrari all'Unione, ma crediamo che peggio di una cattiva riforma sia far finta che la riforma funzioni.
Già abbiamo un noto esempio di unificazione dei servizi, di cui i cittadini farebbero volentieri a meno, vedi HERA; considerato che i benefici sono andati in parte (ma non sempre) a chi possiede azioni, ma soprattutto, a coloro che siedono nel consiglio di amministrazione della società, ai cittadini invece sono arrivate  bollette sempre più salate, bisognerebbe riflettere sui “vantaggi” e sui “risparmi” che l'Unione dovrebbe portare. Qualche tempo fa un sindaco della zona ha anche rilanciato con forza l'idea del comune unico, idea raccolta da tutte le forze politiche con rinnovato interesse, forse pensando, alle proprie poltrone, che comunque non si farà mai.
 Ma ritornando ai costi, questa volta della politica,  l'unione dei servizi doveva necessariamente comportare anche l'unificazione delle competenze politiche, cioè degli assessorati.
Ad oggi non ci risulta che nessun assessore ai cui sono state tolte le deleghe abbia detto “considerato che il mio compito è terminato e che le funzioni a me delegate mi sono state tolte, tolgo il disturbo ....”, noi proporremmo in tal caso,di accompagnarlo, non in pensione, o ad altri  incarichi  ma a casa.  Ma questa forse sarebbe tutta un altra storia che rimane nel libro dei desideri.

 

San Mauro Pascoli, Febbraio 2008.          

 

 

 

 

 

 

TORRE E DINTORNI

 

Se il nostro Poeta fosse ancora in vita, quanti  dolori dovrebbe provare!  
Da vivo, stando ai suoi critici, sarebbe stato tutto e il contrario di tutto a seconda  delle convenienze: romagnolo e toscano,conservatore e progressista, con il cane o senza ecc.ecc.  
Forse, molto semplicemente è stato uno dei più grandi poeti di fine ottocento ed inizi novecento che il nostro paese abbia mai avuto, ma sempre una persona alla quale la vita ha dato  alcune gioie ma pure tanti dolori.
Probabilmente non avrebbe mai immaginato la sua Torre. (dalla quale tante ispirazioni  aveva ricevuto per comporre molti di quei versi che
l’hanno reso famoso) adibita ad allevamento di polli, prima all’interno dei suoi edifici e successivamente nelle sue immediate adiacenze, con
la prospettiva non del tutto peregrina di tramutare detti polli in un bell’allevamento di esseri umani (leggasi  complesso residenziale che alla lunga se non sono peggio dei polli poco ci manca.)
E ancora, cosa avrebbe pensato il nostro concittadino più illustre che viene sì ricordato in dotti convegni ma contemporaneamente  vengono calpestati i luoghi a lui più cari  come lo scempio ( sembra sia una limonaia) da poco consumato all’interno del comparto. Di tale obbrobrio non se ne parla  e non ci si venga a raccontare che  deve restare una questione privata.
Gli investimenti per riportare tutto il compendio di Villa Torlonia agli antichi splendori sono pubblici.
Sia ben chiaro a questa associazione non interessa  minimamente l’eventuale lato giudiziario, ma quello etico e morale.
Vorremmo auspicare che nelle sedi pubbliche e  pure all’interno dell’Accademia,  il massimo organo Pascoliano, si parli sì degli antichi fasti ma anche di  ciò che finisce per violare in modo palese quel vincolo cui è sottoposto il Compendio di Villa Torlonia con decreto del Ministero dei beni Culturali in quanto bene ad alto valore storico e artistico.
Qui un ruolo non secondario lo dovrebbe esercitare il  sindaco denunciando tali obbrobri. 
E possibilmente usare lo stesso metodo per altri abusi più o meno grandi che, anche se non sono stati consumati in luoghi Pascoliani, sempre tali restano. Ma questa sarebbe un’altra storia.          

 

San Mauro Pascoli  Dicembre 2007

 

 

 

 

 

URBANISTICA PARTECIPATA

 

Tutti ricorderanno lo slogan di Garbugliana memoria con cui l’allora sindaco nel 1999 caratterizzò la sua campagna elettorale per la conferma del mandato: si trattava dell’ “URBANISTICA PARTECIPATA” , uno slogan ad effetto che avrebbe dovuto significare, stando alla lettera, che il P.R.G. sarebbe stato elaborato con il diretto coinvolgimento dei cittadini, dei tecnici, delle associazioni di categoria ecc..
Insomma la più ampia partecipazione per delineare le linee dello sviluppo urbano della città. E così è stato, ovviamente.
I risultati più eclatanti di tale bagno di democrazia sono stati gli appartamenti “residenziali” dell’area Benelli a S.Mauro Mare e la lottizzazione di via Rimini ma anche molto altro ancora.
Pertanto noi cittadini non possiamo che ritenerci “corresponsabili” di quanto è accaduto e di quanto stà avvenendo tuttora sul territorio.
Ancor prima era stata avviata da parte dell’Amministrazione Comunale una nuova metodologia nella gestione e nel controllo urbanistico: L’EDILIZIA PARTECIPATA. In che cosa consiste?
L’amministrazione, previa richiesta del privato, rilascia la concessione edilizia fatti salvi i diritti di terzi, oppure il cittadino esegue un manufatto, magari senza alcuna concessione.
Sarà il vicino interessato o chiunque intenda tutelare un interesse legittimo che dovrà esercitare il controllo sulla legittimità dell’opera e quindi segnalare l’abuso o quant’altro. In sostanza è il cittadino che si eleva a controllore di un altro cittadino.
Una forma di partecipazione nell’uso del territorio davvero originale che si và diffondendo anche in altri comuni.

Vogliamo citare alcuni esempi recenti?
Il fabbricato sorto presso Villa Torlonia o il capannone Baldinini in quel di Savignano.
Ma la lista anche in questo caso, sarebbe lunghissima.
È’ un modo davvero virtuoso per rinsaldare i rapporti sociali!
In realtà, la rinuncia a svolgere il ruolo di controllo da parte dell’Ente Pubblico stà contribuendo alla sempre più drammatica frantumazione della società. Ma che importa!
Il metodo, in fondo, produce consenso e ciò è quel che più interessa agli amministratori
Dividi et impera!

 

Novembre 2007 Associazione Grifo


 

 

SVILUPPO E/O SOSTENIBILITA'

P.I.L. (prodotto interno lordo), bilanci, parole che un tempo erano appannaggio degli addetti ai lavori, sono diventate luogo comune, persino nelle discussioni fra gli avventori dei bar.
L'informazione ufficiale condiziona la nostra esistenza facendoci credere che un giorno siamo in pieno sviluppo economico, l'altro in piena recessione, il tutto basandosi su un piccolo spostamento in percentuale di quel piccolo indice chiamato P.I.L. Conseguentemente tutti noi crediamo di essere diventati improvvisamente più poveri o più ricchi se il segno è – o +. Legato a questo fenomeno, ancora più preoccupante, esiste il catastrofismo. Una settimana particolarmente calda ci fa gridare all'effetto serra oramai irreversibile, l'altra particolarmente fredda alla glaciazione imminente.
Ma aldilà dei condizionamenti dei media, anche i più refrattari si sono convinti che questo modello di sviluppo, ormai globalizzato, basato essenzialmente sul concetto che le risorse terrene siano beni infiniti, ci porterà alla catastrofe ambientale in tempi più o meno rapidi, a seconda dei rimedi che le comunità politiche saranno in grado di apportare.
Questa doverosa premessa, che sembrerebbe quasi ovvia anche al più menefreghista dell'abitante del pianeta, sembra non sfiorare più di tanto i nostri politici locali, i quali conoscono, per sentito dire il protocollo di kjoto o Agenda 21, anche perchè è politicamente corretto fare qualcosa per l'ambiente, salvo poi usare la scure su alberi secolari senza motivo o quel che è peggio perseguire ulteriori espansioni urbanistiche per la realizzazione di opere pubbliche per le quali è ben difficile percepirne la priorità come può essere un teatro.
Abbiamo visto che politiche di espansione e sviluppo basate essenzialmente sul consumo di beni collettivi e limitati come il territorio agricolo, hanno portato un benessere effimero (occupazione precaria ed a basso costo, immigrazione) e ad alti guadagni da parte dei soliti pochi noti (società immobiliari, imprenditori che preferiscono l'investimento sicuro al rischio dell'azienda, agenzie di mediazione, ecc.). Se poi al consumo esagerato del territorio si aggiungono i costi di una politica che privilegia la rendita piuttosto che l'occupazione stabile (che fine faranno tutti quei lavoratori impiegati nell'edilizia e nell'indotto quando la bolla speculativa del mattone prima o poi scoppierà?), il cerchio si chiude.
Di tutto questo i nostri politici locali non sembrano preoccuparsi affatto, procedono imperterriti nel perseguimento dei propri obbiettivi politici, più legati alla riconferma del proprio mandato elettorale che a creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile, ma soprattutto non si rendono conto che uno sviluppo incontrollato, non porta solo nuova occupazione precaria ed a basso costo e quindi più immigrazione, ma aumenta esponenzialmente i rischi legati alla mobilità, alla sicurezza, all'inquinamento e ad una oggettiva impossibilità per le nostre comunità di garantire per tutti coloro che ne hanno diritto servizi adeguati quali sanità, scuola, assistenza .
Da tutto ciò la percezione, (ma è solo percezione?) che lo sviluppo non sempre è sinonimo di benessere se non è accompagnato dall'aggettivo “sostenibilità”. Ma oggettivamente è sostenibile uno sviluppo di un territorio di pochi chilometri quadrati che già oggi sfiora i 40.000 abitanti quando pochi anni fa non ne contava 30.000 ed allo stesso tempo previsioni di sviluppo edificatorio già approvate dalle tre amministrazioni dell'Unione dei Comuni, che sono destinate nel giro di pochi anni a far incrementare la popolazione almeno di ulteriori 10.000 abitanti, come si conciliano con lo stato dei servizi pubblici, della viabilità, della sicurezza e dei futuri accordi di programma che incrementano ulteriormente l'offerta residenziale?
Noi crediamo che il problema della sostenibilità che non è solo ambientale ma è amche sociale, gli amministratori passati e presenti non se la sono posta e che la tanto sbandierata Unione dei Comuni, che come obbiettivo aveva l'approvazione in tempi rapidi di un Piano Strutturale Intercomunale, per la cui realizzazione già gode di finanziamenti regionali, sia solamente una bandiera da sventolare quando serve, salvo poi dimenticarsene quando ogni comune singolarmente approva chi un accordo di programma per un teatro, chi una espansione commerciale per salvare un azienda chiusa, chi megaparchi pubblici, per adesso solo virtuali, che vanno dal Rubicone al Rio Salto.

 

San Mauro Pascoli 16/07/07 Associazione Grifo

 

 

 

 

IL SEGNO DEI TEMPI


Un tempo, per S. Mauro Mare e non solo, soprattutto nei periodi di bassa stagione e per Pentecoste in particolare, il turista tedesco costituiva una discreta nicchia di mercato.
Oggi la nicchia di mercato è costituita dai possessori di cani il chè la dice lunga sullo sviluppo e sulla crescita del paese, tra i pochi, in Italia, ad offrire loro una spiaggia.
Il turista tedesco, per contro, è diventato merce rarissima quasi introvabile.

Recentemente, come ormai è noto a tutti, è stata organizzata anche una manifestazione tutta per loro (gli animali a 4 zampe) promossa da una Agenzia Viaggi privata,(da notare l’ottimo abbinamento) aperta di recente, con il patrocinio del Comune di S. Mauro Pascoli.
Ciò significa che il Comune ha erogato un contributo ad una società privata avente fine di lucro per una iniziativa che prima di tutto è servita a promuovere l'Agenzia viaggi stessa.

Ci è stato riferito che all'inaugurazione di detta Agenzia tenutasi una domenica pomeriggio di qualche settimana prima del grande evento (il Premio Gulì) hanno partecipato nientemeno che l'Assessore Provinciale al Turismo, il Sindaco di S. Mauro Pascoli ed altri.
Il lunedì sera successivo si teneva presso la sala parrocchiale (la sala per assemblee di cui dispone oggi il paese in alternativa al centro sociale per anziani) una assemblea di vitale importanza (magari
meno divertente di quella del giorno prima) sulla scuola materna di S. Mauro Mare a rischio chiusura ma il Sindaco era impegnato in altre mansioni di natura istituzionale delegando per tale problematica il Vice-Sindaco.

Si sa infatti che le istituzioni funzionano nelle ore notturne ( quando il cittadino
dorme o riposa o fa qualche chiacchera c'è chi pensa per lui).
In tutto questo, ci chiediamo, non c'è nulla di anomalo? Non c'è nulla su cui riflettere?
Noi pensiamo che ce ne sia ben donde e le ragioni, forse, non sono nemmeno del tutto arcane.

Giugno 2007 Associazione Culturale Grifo

 

 

 

 

 

IL PIANO DELL'ARENILE

 

S. Mauro Mare, a parere di questa Associazione e, purtroppo, non solo, sta attraversando un periodo cupo ed il futuro non appare più roseo checchè ne pensi l'Amministrazione Comunale con le sue assemblee autocelebrative. La rotonda di ingresso al paese per come è stata realizzata cosi come le aiuole alla camomilla sono solo alcuni piccoli segni visibili ma certamente non i più rilevanti a conferma del grigiore che permea la località.

Nel precedente intervento dell'Associazione Grifo sul Premio Gulì, si chiedeva tra l'altro dove è finito il P.O.C. o più semplicemente il Piano dell'arenile. Non vorremmo che, quando prevarrà il "Generale Agosto" l' Amministrazione Comunale proceda all'approvazione del Piano già adottato in 24 ore alla fine di Giugno di 2 anni fa. Perché, si sa, il freddo fa cadere le menti in letargo ed il caldo le risveglia. Almeno così pare per le decisioni importanti che riguardano S. Mauro Mare. Ricordate la vicenda dell'area Benelli?

Dunque, che cosa bolle in pentola? Non vorremmo che il lungo silenzio stia per produrre una scelta orripilante. Il nostro timore nasce dal fatto che da un po' di anni a questa parte le Amministrazioni Comunali, e non solo quelle di S. Mauro Pascoli, siano affette da "cementite" per cui non possiamo escludere che anche l'arenile non sfuggirà a questa logica. E allora, se questo è lo sbocco che si prospetta, suggeriamo un intervento secondo i seguenti criteri di massima:

Proponiamo di scavare la spiaggia fino alla battigia per almeno 10 metri di profondità per costruire un grande parcheggio interrato al livello più basso; al livello superiore si possono prevedere cantine, ripostigli e servizi per chioschi , cabine, cessi, ecc; al piano terra (livello attuale) chioschi bar, pollai (campi da bocce), piscine, voliere (campi per beach volley), spazi per lo sgambo dei cani, giochi per bambini e per adulti, la spiaggia per i mussulmani, possibilità di accedervi con cammelli e muli, piscine e quant'altro si possa immaginare compreso la ruota girevole, giostre e calcinculo.

Quindi si costruisca un muro fino alle attuali scogliere, ovviamente in cemento, sia a nord che a sud e si tramutino le attuali scogliere in un muro di cemento, si riempia questa grande area di sabbia ed ecco costruita una spiaggia grande e non soggetta ad erosione senza più problemi ed oneri.

Vi si piantumi qualche palma per respirare quel chè di esotico che non guasta e di cui oggi molti sono alla ricerca ed il gioco è fatto.

Ma si badi bene, l'unico spazio che non deve essere previsto è la spiaggia libera perché sorgerebbe un grosso problema: chi la pulirebbe?
Le cacche dei cani lungo le strade, invece, saranno raccolte con cura e meticolosità con oneri a carico della collettività.

 

 

 

 

 

STORIE DI UN PICCOLO PAESE - IL PREMIO “GULI'’” ?!?!


In modo del tutto casuale siamo venuti a sapere che nella prossima primavera si terrà a S. Mauro Mare un “meeting” di cani. Increduli ci siamo procurati l’opuscolo predisposto dalla Provincia di Forlì e Cesena relativo agli eventi di primavera e a pag. 28 troviamo la conferma. Sotto la voce Premio “GULI’” il 30 Aprile ed il 1° Maggio alle ore 9,00 sulla spiaggia e, si badi bene, con ingresso gratuito, si terrà la gara nazionale di “Agility Dog” (l’inglese è una finezza e tutto sommato rende più soft o più edulcorata la notizia).


E così dopo la “Fido Beach” arriva il logico coronamento della fama che ci stiamo conquistando come spiaggia per i cani. La classica ciliegina sulla torta. Soprattutto se si tratta di organizzare un premio che porta un nome di fama internazionale: il cane di Giovanni Pascoli.
Probabilmente l’Associazione Albergatori attraverso i suoi rappresentanti avrà elaborato un “pacchetto vacanza” per quella data.


Di fronte a questa iniziativa che porterà a S. Mauro Mare qualche decina di cani e soprattutto qualche centinaio di turisti ? ( “business is business”) abbiamo provato una certa delusione al punto che ci siamo chiesti: possibile che una gara nazionale non rechi accanto al titolo: 1° edizione.
E’ probabile che i promotori abbiano pensato di vedere quale sarà la reazione dei cittadini e degli operatori di fronte a questo “storico evento” o, più probabilmente, per gli anni futuri, a qualcosa d’altro ma sempre imperniato sul più fedele amico dell’uomo. In tal caso ci permettiamo di suggerire qualche altro titolo, tanto per non cadere nella monotonia: l’ Intelligent Dog (cane intelligente), l’Ability Dog ( abilità del cane che è attributo diverso dalla agilità) e così via. E poi dove prevedere l’area ove i simpatici animali potranno svolgere la fase preparatoria o il cosiddetto “sgambo”? Ma sicuro, quale spazio potrebbe essere migliore dell’area retrostante la delegazione comunale. E se non bastasse? Ma ci, sono i parchi pubblici. E allora quale luogo più indicato se non il parco dedicato recentemente a Stefano Campana? Ci chiediamo però se lo spazio dedicato alla sua memoria sia il più adatto per simili iniziative.


Su un arenile di 700 metri lineari abbiamo individuato la spiaggia per i cani (non ci è dato sapere se essa sia a norma ma a rigor di logica abbiamo forti motivi per dubitarne e se così fosse non riusciamo a capire perché non venga chiusa), li glorifichiamo con una manifestazione tutta per loro e non siamo in grado di individuare una spiaggia libera per gli esseri umani. Ah già, dimenticavamo, business is business. A proposito che fine ha fatto il P.O.C (Piano Operativo Comunale)? Ma si, può giacere tranquillamente nei cassetti perché, in fondo, abbiamo già degli stabilimenti balneari al passo con i tempi, bellissimi e funzionali.


Intanto una ulteriore splendida ciliegina è stata confezionata: parliamo dell’ultima concessione rilasciata sull’arenile. Peccato che in mancanza del piano spiaggia dimenticato da qualche anno nei cassetti del comune o di qualche bagnino, sia stato concesso in deroga a qualsiasi regola di “buon senso”, ad un operatore di spiaggia, già consigliere provinciale di una nota forza politica, una piattaforma che, per dirla con Sgarbi, la sua bellezza è pari alla sua inutilità, salvo che non serva per bar o ristorantini sulla spiaggia, come ormai è di moda in altre località di mare. Di questo passo non ci stupiremmo se qualcuno proponesse di realizzare una piattaforma sull'acqua, vista la vicinanza. A Riccione ci hanno già pensato.


Ma al di là del premio “GULI'” e le piattaforme volanti, questa Amministrazione ha qualche idea sullo sviluppo turistico della località? Forse sarebbe troppo chiedere che ne sarà dell'ex GEO che fa bella, o per meglio, dire brutta mostra di se all'ingresso del paese? Va bene che qualche turista ignaro può pensare che sia posto all'ingresso di Savignano a mare e che quindi il problema non si pone, ma non è certamente una bella cartolina la vista di tale degrado. In mancanza di idee sulla futura destinazione suggeriamo perlomeno di chiedere alla proprietà di recintarlo con un bell'assito, che nasconda alla vista la bruttura e poi di chiedere a qualche giovane graffittaro volenteroso di liberare la fantasia. Per non parlare poi dell'ex caserma, che non rappresenta certamente un bel spettacolo per chi vi transita davanti, vista la vicinanza dell'Iper. Non sappiamo a tal proposito se la proprietà o l'Amministrazione hanno maturato qualche idea nuova, considerato che il progetto commercial-calzaturiero sammaurese sembra Arena..to su qualche secca del comune vicino.

Che ne sarà infine, della vecchia arena cinematografica posta nel centro di San Mauro Mare? Sinceramente al di là del degrado la preferiamo piena di alberi che di cemento, sperando, nel frattempo, che al nostro sindaco non venga in mente di realizzare anche il teatro della costa dopo quello del capoluogo, altrimenti dove sistemare altri 300 appartamenti? Ah, dimenticavamo, c'è il mare!


13/04/2007 Associazione Culturale Grifo

 

 

 

 

AI C I T T A D I N I
DEI COMUNI DI SAN MAURO PASCOLI
SAVIGNANO SUL RUBICONE
GATTEO

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LETTERA APERTA SU POLITICA E PARTECIPAZIONE


L'Associazione Culturale “Grifo” è nata il 19 dicembre 2004, ha sede a San Mauro a Mare in via Marina 96 ed è stata costituita da un gruppo di privati cittadini.
I fondi per lo svolgimento dell'attività sono corrisposti dai soci e non ci sono altri finanziatori privati né pubblici.

 

Grifo è pertanto una voce fuori dal vasto coro dei pubblicamente assistiti che usando il lavoro dei soci crea occasioni di dibattito e di confronto su argomenti di interesse generale e locale.

In questi due anni di attività abbiamo realizzato le seguenti iniziative:

 

25 aprile 2005 - “Giustizia e legge: due mondi diversi ?” con la partecipazione del Procuratore della Repubblica di Torino Giancarlo Caselli;

 

29 giugno 2005 - “Regime – L'amico degli amici – Intoccabili” dibattito con i giornalisti Marco Travaglio e Peter Gomez;

 

16 dicembre 2005 - “Sviluppo urbanistico: costi e benefici” con la partecipazione di Elio Garzillo, Orazio Moretti, Renzo Gabrielli;

 

7 luglio 2006 - “Terrorismo, guerra e missione di pace” con la Senatrice Rosa Villecco Calipari, Roberto Scardova, Gianmaria Zamagni;

 

24 novembre 2006 - “Aura, Unica, Hera: quali i vantaggi per cittadini e imprese” con Giorgio Zanniboni già Sindaco di Forlì e Presidente di Romagna Acque, i Sindaci dei comuni del Rubicone ed i rappresentanti di sindacati, associazioni di categoria e aziende.

 


Ma nonostante gli argomenti posti in discussione fossero tutti di stretta attualità e nonostante i nostri tempestivi inviti formali ed informali, ad eccezione dell'ultimo appuntamento dove la presenza dei Sindaci, azionisti di Hera ed eletti dai cittadini (un conflitto di interessi ?) era doverosa, tutti coloro che dovrebbero “fare politica” per elezione, scelta o mestiere si sono tenuti ben lontani dalle nostre iniziative quando non le hanno apertamente boicottate.

 

Il discorso perciò coinvolge le istituzioni ma in particolare ci riferiamo ai rappresentanti dei partiti politici ed ai membri delle giunte e dei consigli comunali della nostra zona con la sola eccezione, a nostro avviso lodevole, del Sindaco del Comune di San Mauro Pascoli che non ci ha mai fatto mancare il suo sostegno.

 

Mentre la politica nazionale langue in stanche risse televisive che interessano solo i protagonisti, la comatosa politica locale ha da tempo staccato la spina della partecipazione dedicandosi quasi esclusivamente alla gestione creativa dei piani di lottizzazione e pertanto chiunque, come Grifo, turbi il sonno della ragione viene considerato un nemico.

 

Ci siamo chiesti come mai ci sia questa indifferenza, il perchè di questo ostruzionismo inutile e ostile, le ragioni di questo antagonismo silenzioso verso un lavoro che ha consentito comunque a tanti cittadini di incontrarsi e discutere e la risposta che ci siamo dati è più triste della domanda: perchè abbiamo a che fare con una classe politica rintanata nel suo palazzo piccolo o grande che sia, incapace di rapportarsi ai problemi reali della società, paurosa del nuovo e dei volti nuovi , che considera il cittadino soltanto un elettore da usare quando serve.
E in aggiunta costosa, sia oggi che domani quando dovremo pagare la loro liquidazione per programmi che vengono promessi e raramente realizzati.

 

Dal nostro punto di vista sarebbe il caso di porsi una domanda: i futuri scenari politici con la prevista costituzione di due schieramenti produrranno la semplice somma degli iscritti ai vari gruppi o dovranno cercare all'interno della società nuovi aderenti e sostenitori attivi ? E dove andranno a cercarli se tutto quello che non è ufficiale è fastidioso ?

 

E se la politica sarà ancora quella di oggi (come pare inevitabile), se le vere esigenze non verranno mai affrontate, se nessun privilegio verrà mai toccato, se i volti esposti saranno sempre quelli, se la gente non verrà mai ascoltata, quello che in molti vorremmo potrà accadere ?
Non ne siamo convinti ed è per questo che continueremo a fare quello che abbiamo fatto fino ad oggi in attesa che le nuvole passino e che un filo di ragione smetta di dormire e cominci ad agire.
Altrimenti genererete dei mostri.

 

GRIFO
Associazione Culturale - San Mauro Pascoli, 23 gennaio 2007

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